SOLIDARIETA’ A LAVINIA CASSARO

Bari -

 

Nella giornata di martedì 12 giugno è arrivata alla insegnante Cassaro di Torino la lettera di licenziamento. La collega che in piazza, quindi non in orario di servizio, aveva contestato Casa Pound all'interno di una manifestazione antifascista, subisce dopo il linciaggio mediatico anche il licenziamento in tronco dall’Ufficio Scolastico Regionale. Non ci risultano provvedimenti simili per insegnanti come il docente di Carrara che si dedica nella sua vita privata a una continua esaltazione del fascismo accompagnato da delirio xenofobo.

 

La pervicacia e l'atteggiamento vessatorio verso l’insegnante Cassaro non sono solo frutto di coincidenza, non sono solo misure sproporzionate rispetto al comportamento tenuto in piazza dalla collega Cassaro; il licenziamento è un provvedimento politico che sapevamo sarebbe arrivato.

 

L’insegnante "estremista", la "cattiva maestra", l'insegnante "contrastiva" è stata punita. L'eccitazione di chi pensa che la democrazia di questo paese debba essere imbrigliata da disciplina e obbedienza è evidente, così come è chiara l'intenzione di avallare e legittimare il comportamento di chi in piazza, con autorizzazione delle questure o delle prefetture, inneggia all'apologia del fascismo, nonostante ciò sia considerato reato dalla nostra Costituzione.