AUMENTARE L'ETA' PENSIONABILE PER LE DONNE: L’ULTIMA TENZIONE DEL PRODE BRUNETTA

Milano -

Aumentare l’età pensionabile per le donne:

L’ultima tenzone del prode cavalier Renato.  

Ormai è certo e dimostrato; se il ministro Renato Brunetta non riesce a restare in primo piano sui mezzi d’informazione smania, si agita e inventa qualsiasi cosa per tornarci al più presto.

Peccato che per raggiungere questo obiettivo faccia proposte che costantemente si risolvono in attacchi contro lavoratrici e lavoratori (meglio se facenti parte del pubblico impiego).

In quest’ultimo caso contro le lavoratrici; cosa si è, infatti, inventato questa volta il prode Renato? La proposta di aumento dell’età pensionabile per le donne!

Proposta che vede schierati con il nostro anti-Robin Hood anche altri prodi cavalieri come Cazzola e Della Vedova (parlamentari PdL) oltre a  Bonino (Radicali-PD) e nostro caro professore Ichino (parlamentare PD ) che forse si sente oscurato dall’esuberanza del ministro su temi che un tempo lo vedevano assoluto protagonista (negativo, aggiungiamo noi).

Proposta che forse nasconde sentimenti di odio di classe (contro chi lavora) e di genere (contro le lavoratrici)? Giammai! Proposta per diminuire la discriminazione contro le donne lavoratrici che lo sono…perché vanno in pensione troppo presto afferma, senza la minima vergogna, il prode ministro!

Informiamo il ministro che le donne lavoratrici, oltre che per questo, vengono discriminate anche perché (ma non solo):

- vanno in maternità per la nascita di una/un figlia/o;

- prendono permessi e restano assenti per assistere i figli e i familiari.

Venuto a sapere di questi altri motivi il prode Brunetta proporrà forse leggi per vietare alle donne che lavorano di fare figli e di assisterli quando sono malati?

Un problema così serio come le discriminazioni nei confronti delle donne, e in particolare di quelle lavoratrici, non meritano battute paradossali e neppure le miserabili bugie del ministro.

Meriterebbero invece una seria riflessione sulle cause sociali, culturali  che sono alla base di tali discriminazioni.

E azioni concrete che vadano nella direzione di diminuirle realmente e non ignobili proposte che aggiungerebbero al danno la beffa.

Su queste cose non scherzi prode cavaliere, se non vuole che le donne (e gli uomini) che lavorano la …….disarcionino!