Pubblico Impiego Università

L'UNIVERSITA' DI STATO ALL'INCANTO !

Roma -

 

RETTORI, CONFINDUSTRIA E POLITICI LOCALI ALL'OPERA:

L'UNIVERSITA' DI STATO ALL'INCANTO !

E' ormai di dominio pubblico la cessione dell'Università di Trento alla Provincia di Trento. La Provincia si propone di mettere a punto nuove regole per il reclutamento dei docenti e l'integrazione con i centri di ricerca privata e perciò ha già provveduto a reclutare esperti di parte confindustriale: Cipolletta ora presidente delle Ferrovie, Santarelli vicepresidente della LUISS, e l'A.D. di Telecom Bernabè. Dunque l'ateneo fuoriesce dal sistema universitario di stato e solleva parecchi interrogativi che, per quanto ci riguarda, chiamano in causa il trattamento e il futuro del personale tecnico-amministrativo.

La vicenda sembra aver favorevolmente impressionato più di un Rettore tra cui quello di Padova che si spinge a reclamare, complice la campagna elettorale, leggi bipartisan per la Regione Veneta perché possa svolgere un ruolo analogo a quello della Provincia di Trento in favore degli atenei veneti. Cosa significhi veramente questa frase ci sembra evidente: la Regione deve “comprarsi” gli atenei statali del veneto !!

Altrove, in Piemonte, Rettori, Politici Locali e Confindustria si sono appena riuniti a convegno per censire il patrimonio degli atenei statali della regione. Il convegno è stato duramente contestati dai lavoratori della RdB Università della regione che denunciano una prossima messa all'incanto degli atenei regionali.

I segnali di una vocazione sempre più da imprenditoria privata da parte dei Rettori sono ormai tanti, allarmanti e non giustificabili - come dichiarano al mondo intero – dai tagli di bilanci ma proprio da questa trasformazione di ruolo (da dirigenti pubblici a imprenditori privati che il DDL Gelmini avalla) che li vede protagonisti di un opera di smantellamento dell'Università Statale e con gli ultimi episodi di una vera e propria messa all'incanto dell'Università Pubblica.

Il Politecnico di Torino ha chiuso le sedi distaccate lasciando appesi al nulla migliaia di studenti e oltre 50 dipendenti t-a che si palleggia con la Regione. Non si tratta di un ateneo con un bilancio in rosso, tutt'altro ! Il Politecnico di Milano taglia il diritto allo studio e chiude la storica mensa universitaria di città studi in violazione della legge regionale sul diritto allo studio ma con l'appoggio dell'assessore che distribuisce fondi alle scuole private e taglia su quelle pubbliche. Le Università di Macerata e Camerino, sotto la protezione del MIUR, avviano una serie di tagli ai corsi di studio ed esternalizzano servizi amministrativi e lavoratori a un consorzio con la Provincia di Macerata e vari altri enti, l'ateneo senese svende i gioielli di famiglia, cede i risultati delle sue attività di ricerca biomedica alla Regione, minaccia tagli al personale, il Rettore della Sapienza di Roma sperimenta la cosiddetta Riforma Universitaria (ddl Gelmini) chiudendo Atenei federati, aggregando Facoltà e Dipartimenti e.. istituendo Fondazioni di diritto privato a cui affidare la gestione dei corsi di Laurea più gettonati dal Ministero e dagli enti locali, ecc.

L'elenco potrebbe continuare ma una cosa è chiara i Rettori, parandosi dietro la valorizzazione del territorio e i tagli ai bilanci, stanno mettendo all'incanto l'Università Statale e i suoi pezzi più pregiati incuranti degli effetti sociali sul territorio delle loro scelte. Questa scelta di appoggiarsi alle Regioni più che una scelta “federalista” appare come la scelta meditata e concertata con i poteri forti del territorio (Confindustria in primis e anche Istituzioni Locali) di dar corso a un vero e proprio processo di di smantellamento del sistema universitario nazionale pubblico.

Tutto ciò è scritto all'interno del DDL Gelmini, la discussa “riforma universitaria” che sulla stampa viene presentata come una soluzione organica alla drammatica crisi dell'università italiana e una svolta epocale ma che invece si rivela essere l'approdo di quel ventennale processo di smantellamento del sistema universitario pubblico che la baronia e la confindustria stanno inseguendo dagli anni '80.

Su questo terreno stupisce non l'inerzia ma la collaborazione attiva dei sindacalisti confederali locali, sempre più impegnati nel ruolo di tramite territoriali tra politicanti, baronia e confindustria locale e sempre meno attenti a tutelare lavoratori e diritto allo studio mentre a livello nazionale i loro vertici continuano a protestare contro l'attacco all'Università Pubblica. !

Perciò nell'appellarci a lavoratori e studenti perché veglino sulle iniziative baronali e contro la “riforma” Gelmini indichiamo nella strada della denuncia e della protesta, quella scelta dai lavoratori della RdB del Piemonte, la strada giusta per far misurare all'opinione pubblica e al parlamento quanto siano distruttive per l'Università sia le iniziative locali di baroni, confindustria e politici locali sia le “riforme nazionali” che le legittimano. La strada della protesta e denuncia vale anche per mettere di fronte alle loro responsabilità quanti tra i sindacati confederali locali si prestano a queste iniziative.

 

Come lavoratori tecnico-amministrativi non intendiamo stare a guardare perché come ogni privatizzazione e smantellamento di strutture pubbliche sono un attacco ai diritti dei cittadini e accentuano i già pesanti problemi occupazionali nazionali e territoriali che tra crisi reale e crisi inventata stanno devastando le classi lavoratrici italiane.

FERMIAMO LO SMANTELLAMENTO DELL'UNIVERSITA' DI STATO !

DENUNCIAMO E COMBATTIAMO I PATTI INFAMI TRA RETTORI, CONFINDUSTRIA E POLITICI LOCALI

LA “RIFORMA” GELMINI CHE LI LEGITTIMA VA RIGETTATA !

RILANCIARE E POTENZIARE L'UNIVERSITA':

GARANTIRE IL DIRITTO ALLO STUDIO, CANCELLARE LA PRECARIETA' E LE ESTERNALIZZAZIONI