BARI: LA NOSTRA SFIDUCIA E’ TOTALE

SIAMO DI FATTO COMMISSARIATI MA RIMANGONO TUTTI AL LORO POSTO!

Bari -

Il Direttore Generale, nella serata di venerdì 21 novembre u.s., ha annunciato che ci sono in agenda ulteriori provvedimenti restrittivi nei confronti del personale tecnico-amministrativo in materia di indennità di posizione e di risultato per il personale EP e di buoni pasto. Per il primo punto, il CdA ha intenzione di applicare un taglio del 10% a partire dal primo gennaio e per il secondo di ridurre il capitolo del 5% per il 2015 e di un ulteriore 5% nel 2016.

Con una mano si inviano lettere di riconoscimento e di ringraziamento ai lavoratori per il grande senso del dovere e di appartenenza a questa Istituzione e con l’altra si continua nella politica dei tagli feroci ai salari del personale.

I toni di comprensione usati dalla Dirigenza nei confronti della parte più debole dell’Università lasciano il tempo che trovano; sta di fatto che fino ad oggi a pagare per errori commessi negli anni scorsi da Dirigenti, CdA e Revisori dei Conti, sono sempre ed esclusivamente i lavoratori tecnici amministrativi, i CEL e i precari.

Il governo dell’università è inteso come un mero esercizio di potere ben retribuito, senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze sui luoghi di lavoro e delle ripercussioni economiche sulle famiglie impoverite dalla crisi.

Chi osa criticarli e mettere in discussione il loro operato risulta essere offensivo e denigratorio.

Nell’Università di Bari è in atto un attacco sistematico al salario delle lavoratrici e dei lavoratori, mentre prosperano le consolidate rendite di posizione di coloro che sono i veri responsabili dell’attuale disastro finanziario dell’Università di Bari. Non ci risulta che il Rettore, massimo rappresentante di questa istituzione, si sia opposto a questo odioso attacco alle famiglie dei dipendenti con redditi da fame (anche alla luce dei contratti bloccati da 7 anni), né abbia attaccato l’inerzia degli organismi ben pagati da questa amministrazione che si rifiutano di fare il loro dovere.

Ormai anche il tavolo di contrattazione integrativa è sempre più svuotato da ogni autonomia contrattuale, “governato” nei fatti da un CdA di "nominati" che detta le regole della contrattazione, decidendo che il salario accessorio deve essere appannaggio solo dei più "meritevoli" (CdA 17/10/2014), e da un Collegio dei Revisori che a tutt’oggi si rifiuta di certificare le somme del 2014.

Le lavoratrici e i lavoratori dell’Università di Bari non possono più indugiare con una amministrazione che ha dichiarato guerra allo stesso diritto ad un salario dignitoso, e ha trasformato di fatto il tavolo di contrattazione in una sede di ricatti ed attentati continui alla sussistenza e alla dignità delle persone. Non se ne può più. Nella nostra Università è in atto una vera lotta di classe tra baroni, dirigenza, CdA, Revisori da un lato, e personale tecnico amministrativo, CEL e precari, dall’altro.

E’ arrivato il momento di rompere questa fittizia alleanza che ci viene richiesta attraverso appelli paternalistici che cercano solamente di spaccare il fronte dei lavoratori.

Sfiduciamo CdA e Revisori.

Jatevenne!!

 

USB P.I.

CIB Unicobas