Pubblico Impiego Università

LA RIFORMA BRUNETTA COLPISCE ANCORA:

CALPESTATI I DIRITTI DEI LAVORATORI DELL’UNIVERSITA’ E

RIDOTTI GLI SPAZI DI DEMOCRAZIA SINDACALE

Roma -

E’ ancora aperto con l’ARAN il confronto sulla definizione dei nuovi comparti per la contrattazione del Pubblico Impiego voluta a suo tempo dal Ministro Brunetta. L’obbiettivo della norma, come abbiamo sempre denunciato, non è quello di razionalizzare le relazioni contrattuali, ma di ridurre ulteriormente gli spazi di democrazia sindacale, di limitare la possibilità da parte dei lavoratori di scegliere liberamente l’organizzazione sindacale che più li tutela e di dare il monopolio della rappresentanza ai sindacati complici dei Governi in carica.

Nell’ambito di questa ridefinizione dei comparti, CGIL e CISL spingono per cancellare l’Università e la Ricerca affinché vengano inglobati in quello della Scuola. In questo modo tutte le specificità proprie al nostro settore verrebbero annullate e la nostra voce sarebbe totalmente azzerata, vista la sproporzione numerica tra i dipendenti pubblici esistente tra i due comparti e le differenze di condizione lavorativa.

USB Università ritiene che questa scelta, che va a discapito del personale tecnico-amministrativo del settore, debba essere rimessa in discussione, definendo un comparto specifico per l’Università, la Ricerca e gli Enti di Alta Formazione.

Questa decisione può avvenire o nell’ambito dei quattro comparti previsti dalla Legge Brunetta, o aumentando il numero dei comparti.

L’obiezione di chi dice, rendendosi di fatto complice della controparte governativa, che si allungherebbero i tempi del nuovo Contratto per i dipendenti pubblici, sa bene che senza una forte azione sindacale, questo Contratto si tradurrà, dal punto di vista economico, in una elemosina di pochi euro, a fronte invece dell’applicazione di tutte le norme della Legge Brunetta. Avremmo così l’esclusione di tanti dipendenti dal salario accessorio, la libertà di licenziamento analoga a quella introdotta con il Jobs Act ed altre norme che produrrebbero un’ulteriore devastazione in termini di diritto e di salario per i lavoratori del pubblico impiego. Il nuovo Governo, che persegue lo stesso disegno di smantellamento dei servizi pubblici e di precarizzazione di chi vi lavora di quelli precedenti, avrebbe mano libera per infliggere il colpo finale ai servizi ed al welfare.

Governo, CGIL e CISL sono pronti a calpestare anche gli interessi dei lavoratori dell’Università per cercare di cancellare dalla contrattazione un sindacato come l’USB che a questo disegno si è sempre opposto.

Marzo 2016 USB Università