A PROPOSITO DELL'ATENEO BOLOGNESE

Roma -

UN FORTE SINDACATO DI BASE NAZIONALE, UNICA CONDIZIONE PER TUTELARE DAVVERO I LAVORATORI DELL'UNIVERSITÀ 

Nei giorni scorsi si è tenuta una riunione degli iscritti delle RdB dell'Ateneo di Bologna. Ad essa hanno partecipato Franco Ferrari dell'Esecutivo nazionale del Settore Università, Massimo Betti e Massimo Marandon della Federazione di Bologna e delle RdB Pubblico Impiego.

L'incontro è servito soprattutto ad illustrare le iniziative che le RdB stanno conducendo nel settore a livello nazionale sulla base degli impegni assunti nella riunione dei delegati di tutti gli Atenei, tenutasi a Roma il 4 giugno scorso. E' stato chiarito, anche a fronte di informazioni non corrette diffuse nelle ultime settimane, che tutte le strutture universitarie esistenti sono impegnate a garantire la presenza e il rilancio delle RdB nei singoli atenei e a livello nazionale. E' risultato del tutto evidente dalla discussione che i problemi dei lavoratori e delle lavoratrici delle Università (recupero salariale, difesa del contratto biennale contro la triennalizzazione, stabilizzazione dei precari, garanzie di risorse per gli accordi integrativi, rifiuto del Memorandum sottoscritto da CGIL-CISL e UIL) non possono essere adeguatamente affrontati isolando i lavoratori e rinchiudendoli nei singoli Atenei. E' indispensabile una organizzazione sindacale che abbia una dimensione nazionale per essere interlocutrice conflittuale e non compiacente del Governo e dell'ARAN. Per questo le RdB si sono attivate per organizzare un presidio davanti al Ministero Università, il 15 giugno scorso, che chiamasse il Ministro Mussi alle proprie responsabilità a fronte di una continua riduzione delle risorse per il sistema universitario, i cui effetti negativi ricadono anche su tutto il personale tecnico-amministrativo. La dimensione nazionale non è per nulla in contrasto con la capacità di iniziativa a livello aziendale, anzi tutta l'esperienza di RdB in questi anni ha dimostrato che i due livelli sono inscindibili. Le RdB proseguono pertanto anche all'Università di Bologna la propria azione sindacale, senza rinchiudersi in una concezione localistica o corporativa che può solo produrre sconfitte e disorientamento tra i lavoratori. Contiamo già dai prossimi giorni di ricostruire la struttura organizzativa dell'Ateneo e di garantire l'apertura periodica della sede sindacale per offrire informazioni, tutela e supporto all'autorganizzazione delle vertenze dei lavoratori dell'Università di Bologna. Siamo certi che le RdB, sulla base dell'esperienza di lotte e di iniziative accumulate in questi anni, continueranno ad essere un punto di riferimento ineludibile per chi non accetta la logica della subalternità del sindacato all'Amministrazione, al Governo come a qualunque altro soggetto esterno. 

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