CONTRATTO, PENSIONI... VA TUTTO BENE MADAMA LA MARCHESA..??!

Roma -

Brunetta attacca il Contratto Università, Cazzola le pensioni pubbliche ma....

Episodio n. 1 – Contratto Università

Nei giorni scorsi abbiamo reso conto a lavoratrici e lavoratori dei ritardi nelle procedure burocratiche per la definitiva approvazione dell'ipotesi di accordo per il Contratto Nazionale 2006-2009 (biennio 2006-2007), a seguito degli interventi furiosi del Min. Brunetta contro l'approvazione di questo accordo che lui sospetta di “promozioni automatiche” e “stabilizzazioni facili” (Il Sole 24 Ore titolava il 13 agosto “Gli atenei rilanciano gli automatismi” , Italia Oggi scriveva il 14 agosto “E Brunetta da la caccia ai responsabili Aran del Contratto Università”).

Da queste reazioni era nato un lungo elenco di osservazioni della Funzione Pubblica che di fatto ha fatto saltare i termini normali di approvazione dell'accordo e.. del pagamento a ottobre di aggiornamenti stipendiali e arretrati che i lavoratori aspettano dal 2006...!!

Anche l'approvazione del Consiglio dei Ministri in un primo tempo fissato per il 19 settembre è slittato al 25 settembre contribuendo a rinviare ancora i tempi.

Episodio n. 2 - “Riforma Pensioni” di Cazzola

RdB Università ha cominciato a far girare l'informazione su un progetto di legge (n. 1299 primo firmatario Cazzola) che delega al governo una ennesima “riforma” all'insegna di tagli ai trattamenti pensionistici (dal 1° gennaio 2009 tutti i lavoratori anche quelli che nel 1995 avevano più di 18 anni di contributi dovrebbero passare dal sistema retributivo – quello vecchio – al contributivo – quello delle mille “riforme di questi anni) e che dal 1° gennaio 2010 anche l'età pensionabile per le donne dovrebbe alzarsi di 1 anno ogni due) e varie altre amenità.

Ci aspettavamo che questa nostra attenzione e vigilanza a tutela dei lavoratori avrebbe sollecitato curiosità e interesse tra i lavoratori.

E così è stato infatti al punto che alcuni sindacati confederali (nello specifico Cgil e Uil) studi di essere assediati dalle domande dei lavoratori hanno cemesso alcuni comunicati (li trovate riportati di seguito) per rassicurarli.... !!

Sia la Cgil che la Uil sostengono che non è il caso di dar retta a “voci” e certi sindacati “autonomi”: Va tutto bene madama la marchesa e nel caso ci sono sempre loro pronti a battersi per i lavoratori....sic !!

Queste improvvide uscite dei sindacati confederali responsabili di aver consegnato il movimento sindacale italiano, legato e imbavagliato alla pretese dei padroni, ci confermano nella necessità di mantenere alta la guardia e di chiamare i lavoratori a mobilitarsi e a scioperare !

17 OTTOBRE 2008

SCIOPERO GENERALE

di tutte le categorie

per il salario, la sicurezza sul lavoro e la democrazia sindacale, contro la precarietà

Manifestazione Nazionale a Roma

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I comunicati Cgil e Uil

Sul contratto

Ci è stato segnalato che un sindacato autonomo sta diffondendo notizie catastrofiche sul contratto nazionale e sul suo esito e, ovviamente, accusando i sindacati confederali di non si sa bene quale ignominia.

Il 16 settembre l’Aran ha chiamato i sindacati firmatari del contratto per apportare al testo una correzione tecnica assolutamente non rilevante. In quella occasione ha illustrato i rilievi fatti dal Ministro Brunetta al contratto, rilievi di cui eravamo già a conoscenza e a cui l’Aran ha risposto puntualmente; da quanto affermato dall’Agenzia l’unico punto su cui ci sono ancora resistenze da parte del Ministro è l’articolo sul tempo determinato che comunque non è stato modificato.

Al Consiglio dei Ministri andrà il testo siglato del contratto senza nessuna variazione, se non ci sono rilievi l’Aran lo invierà alla Corte dei Conti che ha 15 giorni di tempo per dare il suo parere, altrimenti convocherà i sindacati firmatari del contratto.

Se il Consiglio dei Ministri o la Corte dei Conti dovessero esprimere rilievi significativi la CGIL agirà di conseguenza con apposite mobilitazioni.

Nei prossimi giorni si terranno su tutto il territorio italiano assemblee di informazione e consultazione dei lavoratori e delle lavoratrici sul contratto università.

FLC Cgil Milano


Roma, 22.09.2008 Ai Responsabili di Ateneo

Prot. 169.08 Ai Segretari Regionali

INGIUSTIFICATE VOCI DI ALLARME SUL CONTRATTO UNIVERSITA’

Ci giungono numerose ed allarmate voci, secondo le quali il Governo avrebbe respinto – o si accingerebbe a respingere – l’ipotesi di accordo sottoscritta il 1°.8.2008 per il CCNL Università.

Senza voler tenere a nessuno lezioni in merito alla più recente normativa, si ricorda che il DL n. 112/2008 (convertito dalla L. n. 133/2008) ha innovato rispetto a quanto già previsto dal D.Lgs. 165/2001 con la norma che si allega.

Nella fase antecedente l’esame da parte della Corte dei Conti, il Governo si è già pronunciato : la Presidenza del Consiglio ha fatto le sue osservazioni e l’ARAN ha puntualmente risposto.

Manca dunque solo la pronuncia della Corte, rispetto alla quale, anche secondo una prudente lettura, siamo nella decorrenza dei 55 giorni ora previsti per la certificazione a decorrere dalla sottoscrizione, che scadranno il 6 ottobre o il 17 ottobre, a seconda che per “giorni lavorativi” si intendano, o no, anche i sabati.

I nostri CCNL già in passato sono stati oggetto di numerosi rilievi sia da parte della Funzione pubblica che da parte della Corte dei Conti : sono sempre stati sottoscritti, eventualmente provvedendo a quelle modificazioni che i rilievi stessi rendevano necessarie o consigliabili.

Non vediamo quindi ragioni di allarmismo. Aspettiamo fiduciosi la scadenza dei termini di legge e prenderemo, se del caso, i provvedimenti opportuni solo dopo che anche questa legge sia – eventualmente – passata invano.

La Segreteria Nazionale UILPA Università


Sulla “Riforma” Pensioni”

Sui trattamenti pensionistici

VOCI E PREOCCUPAZIONI INFONDATE!

Già all’indomani della ripresa della attività post-feriale i nostri rappresentanti all’interno degli Enti Pubblici di Ricerca e degli Atenei, sono stati subissati da una ridda di richieste di interrogativi e di richieste urgenti di chiarimento circa la ventilata ipotesi di un inasprimento dei trattamenti pensionistici ex- sistema vigente a ripartizione, soprattutto da parte di quei lavoratori vicini all’età pensionistica o che hanno già maturato i requisiti minimi per la pensione di anzianità ed intendono proseguire la loro attività.

E’ bene allora fornire a tutti i lavoratori alcune informazioni che fanno chiarezza sula effettiva situazione, precisamente su due versanti: quello della revisione dei coefficienti della prestazione pensionistica; quello di una presunta estensione del regime contributivo.

1) Sul primo versante le voci allarmistiche sono state diffuse in collegamento con l’ appuntamento del confronto tra OO. SS e Governo circa la scadenza, prevista dagli attuali ordinamenti, della revisione dei coefficienti delle prestazioni pensionistiche. Questi, come è noto, determinano l’entità effettiva della prestazione previdenziale e taluni presumono che una loro revisione “in peius” determini una decurtazione dei trattamenti di quanti usufruiscono del sistema a ripartizione.

AL RIGUARDO NULLA DI CERTO E NULLA DI DECISO! LA TRATTATIVA E’ TUTT’ALTRO CHE IN VIA DI CONCLUSIONE! LA POSIZIONE DEL SINDACATO E’, IN OGNI CASO, QUELLA DI UN FERMO IMPEGNO AD ESCLUDERE NON SOLO LA ESTENSIONE AL SISTEMA A RIPARTIZIONE MA ANCHE UN EVENTUALE DECURTAZIONE “PRO QUOTA”!

2) Sul secondo versante “il panico” è originato dall’esistenza di una iniziativa di legge del parlamentare della PdL Giuliano Cazzola, e di altri 16 parlamentari, mirante ad estendere l’applicazione del regime contributivo oltre i limiti fissati dalla legislazione vigente!

Confermiamo la esistenza di una simile iniziativa maESCLUDIAMOche essa interpreti le vere intenzioni dell’ Esecutivo attuale ed abbia, dunque, reali possibilità di trasformarsi in legge. Al riguardo abbiamo allertato la nostra Confederazione registrando la assoluta contrarietà all’iniziativa ma anche la assoluta tranquillità circa un’ ipotesi che è ritenuta ben lungi dal potersi concretizzare. In ogni caso non tale da destare, allo stato delle cose, motivate preoccupazioni.

22 settembre 2008

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