PRENDERE POSIZIONE SULLA CONTRORIFORMA DELLA GIUSTIZIA

Sostenere la raccolta firme per il referendum costituzionale promosso da 15 cittadini.

Trieste -

In questi giorni è in corso la raccolta firme a sostegno del referendum costituzionale per dire NO alla controriforma della giustizia voluta dall'attuale Governo.

Come sapete, il referendum (già chiesto dalla maggioranza parlamentare promotrice del Comitato per il SÍ a sostegno del Governo) si svolgerà in tempi ravvicinati.

Lo scopo dell'opposto comitato “governativo” per il SÍ è quello di velocizzare i tempi così da rendere più difficile un ampio dibattito pubblico sull’importante tema, cogliere l’attuale vento contro la magistratura e capitalizzare il risultato in chiave politica per sostenere l’attuale governo.

Nelle intenzioni del governo la modifica costituzionale che investe la giustizia è parte di un attacco su più fronti contro l’attuale assetto costituzionale così da promuovere un’ulteriore virata verso un governo dell’uomo\donna solo\sola al comando.

In buona sostanza, una deriva autoritaria praticata, però, a piccole dosi per il tramite di diverse controriforme (giustizia, Corte dei Conti, decreti sicurezza, attacchi alle libertà sindacali, censura sulle opinioni dissenzienti su Palestina, Ucraina, riarmo, i tagli allo stato sociale a danno dei lavoratori e delle loro famiglie e così via).

Per contrastare il suddetto progetto è importante consentire un coinvolgimento ampio e diffuso, una partecipazione popolare anche al tema della giustizia (conoscere per deliberare).

Per questo <USB Università di Trieste> invita tutte e tutti voi a prendere posizione contro la riforma voluta dal Governo partecipando alla raccolta firma a sostegno del referendum costituzionale promosso da un Comitato composto da 15 cittadini costituitosi a sostegno del NO.

Fra i componenti del Comitato anche l’avvocato giuslavorista Enrico Guglielmi che così spiega l’iniziativa all’agenzia di stampa AdnKronos: 
il fatto che il referendum sia chiesto grazie all'iniziativa di 15 cittadini cambia radicalmente l'approccio alla consultazione: “Nel caso del referendum ordinario - spiega - c'è un potere legislativo che emette una legge e mezzo milione di cittadini che ne chiedono l'abrogazione, ci sono subito due schieramenti ben definiti”. Nel caso del referendum costituzionale confermativo, continua, “può essere lo stesso potere legislativo a chiedere la conferma - e quindi i cittadini sono chiamati alle urne per concessione del potere legislativo”.

C’è però un’altra possibilità: quella che sia lo stesso popolo, esercitando un proprio diritto di cittadinanza, a chiederlo. Questa cosa “cambia tutto - conclude l’avvocato Guglielmi, portavoce dei quindici cittadini - si va alle urne, ma con un motivo, un percorso diverso e anche una data diversa”.

Infatti, scopo di questa raccolta firme è anche quella di consentire un più ampio dibattito sull’argomento, evitare che il referendum costituzionale si svolga in tempi ristretti, incompatibili con un confronto aperto a tutta la società civile, a tutti i lavoratori, a tutto il popolo.

La sottoscrizione avviene tramite credenziali di identità digitale direttamente sul sito del Ministero della giustizia all’indirizzo che segue (Codice ID dell’iniziativa5400034):

https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5400034

USB Unione sindacale di base  Pubblico Impiego – Università di Trieste