LA CRUI PER LA PRECARIETA' IN NOME DELLA DIFESA DELL'AUTONOMIA ..!!?

Roma -

Torna a parlare la CRUI.

Lo fa nell'ultimo giorno di elezioni per rinnovare le RSU d'ateneo che ha visto una massiccia partecipazione di lavoratori precari alle votazioni.

Partecipazione spesso in contrasto con le dirigenze baronali che, dopo aver negato a tanti lavoratori universitari precari (al 31 dicembre 2006  risultavano ufficialmente in servizio 12.383 lavoratori tecnico-amministrativi precari contro 54.000 in ruolo - dati Miur) il diritto alla stabilizzazione hanno cercato anche di impedire la loro partecipazione al voto.

Ora la CRUI alza la voce usando pretestuosamente la difesa dell'autonomia universitaria per negare di fatto al governo (sic !!!) e alla legge finanziaria il potere di intervenire sul lavoro precario nelle Università in quanto per loro paleserebbe profili di "incostituzionalità" e sostenendo che l'estensione della Nicolais alle Università è in contrasto con la legge 168/89 ...!

Dunque per la CRUI autonomia universitaria =precarietà ! Se lo dicono loro !

Per chi volesse godersi questo "grido di dolore" a difesa dell'autonomia universitaria  può leggere la mozione della CRUI riportata di seguito.

______________________________Mozione CRUI 22 novembre 2007______

 
L'Assemblea della CRUI, nella seduta del 22 novembre 2007, presa visione del ddl Finanziaria 2008 approvato dal Senato il 15 novembre 2007 con riferimento al nuovo dettato degli art. 92 in materia di "contenimento degli incarichi, del lavoro flessibile e straordinario nelle Pubbliche Amministrazioni" e dell'art. 93 in materia di "assunzioni di personale, misure concernenti la riorganizzazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze", ritiene che entrambi gli articoli presentino gravi profili di illegittimità nel momento in cui ledono l'autonomia universitaria costituzionalmente garantita e, in modo particolare, le modalità di organizzazione e gestione dei singoli Atenei, che devono tenere conto

necessariamente delle specificità che connotano l'istituzione universitaria nel più generale contesto della Pubblica Amministrazione.

Nella fattispecie l'articolo 92 limita le modalità di attribuzione di contratto di lavoro flessibile di cui al novellato art. 36 del decreto legislativo 165/01 esclusivamente allo"svolgimento di progetti di ricerca e di innovazione tecnologica i cui oneri non risultino a carico dei bilanci di funzionamento degli Enti o del Fondo di Funzionamento degli Enti o del Fondo di Funzionamento delle Università".

Simili limitazioni vanno superate nel senso di consentire alle Università di avvalersi di contratti di lavoro flessibile a valere su fondi propri nel rispetto dell'autonomia gestionale e finanziaria degli Atenei.

Nel caso in cui ciò non avvenisse si configurerebbe una palese violazione di quanto previsto dall'articolo 6 della legge 168/89. Con riferimento all'articolo 93, e in modo particolare al comma 7, la CRUI rileva l'ulteriore violazione dell'autonomia nel momento in cui si inseriscono le Università, a differenza di quanto avvenuto in sede di precedente Legge finanziaria (legge 296/06 comma 519) tra le amministrazioni pubbliche tenute a predisporre "piani per la progressiva stabilizzazione del personale in servizio con contratto a tempo determinato e con personale già utilizzato con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, in essere alla data di entrata in vigore della presente legge e che alla stessa data abbia già espletato attività lavorativa per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio antecedente al 28 settembre 2007".

Precisamente l'autonomia universitaria consente agli Atenei di utilizzare, in modo temporaneo e in connessione con singoli progetti di ricerca, personale in regime di co.co.co. Detto personale viene selezionato non per esigenze di carattere strutturale ma per esigenze che si esauriscono nell'ambito del singolo progetto di ricerca.

Non si può far a meno di notare che eventuali processi di stabilizzazione di tali categorie, reclutate mediante fondi di ricerca estranei all'FFO, comporterebbero un massiccio ricorso a risorse fisse e continuative nell'ambito dello stesso FFO con inevitabile peggioramento degli attuali rapporti AF/FFO nell'ambito delle singole Università e con conseguente superamento del limite del 90% di cui all'art. 51 della L. 449/97.

La CRUI fa appello al Governo e ai Gruppi parlamentari perché siano introdotte nel passaggio del ddl Finanziaria alla Camera, le indispensabili modifiche. Qualora le istanze qui presentate non dovessero trovare accoglimento, la CRUI prenderà in considerazione ogni eventuale passo formale volto a difendere l'autonomia del sistema universitario.

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