LA CRUI PROTESTA CONTRO LA GELMINI. PIU' CHE UNA PROTESTA È UNA CONFESSIONE.....

Roma -

Avevamo detto più volte che la CRUI aveva usato delle proteste studentesche e  della società civile contro l'attacco brutale del ministero Gelmini  più che per reclamare il rilancio e il potenziamento dell'Università e della Ricerca Pubblica  per garantire poteri e privilegi alla casta baronale attraverso la "riforma" della governance.

"Riforma" che - come è noto - non solo assolverebbe la casta baronale da ogni responsabilità rispetto al fallimento di 20 anni di "riforme" privatizzatrici e aziendalistiche e di gestione "autonome" degli atenei ma ne farebbe lo strumento di rilancio e accelerazione della privatizzazione e svendita degli atenei, dell'istruzione e della ricerca universitaria ai poteri forti locali e soprattutto - per quel che ci riguarda direttamente -  la rimessa in discussione del futuro lavorativo di oltre 50.000 dipendenti tecnico-amministrativi che dovrebbero fuoriuscire dal Contratto Pubblico dell'Università....

A noi più che una protesta pare un'aperta confessione del ruolo svolto dalla casta nel defraudare studenti e società civile delle loro proteste e nell'assecondare il disegno governativo di smantellamento dell'Università e della Ricerca Pubblica.

Di seguito la mozione approvata dall'Assemblea Nazionale della CRUI il 25 giugno scorso:

"Mozione della CRUI

Roma, 25 giugno. L’Assemblea della CRUI esprime la più viva preoccupazione perché, nonostante l’impegno del Ministro Gelmini, viene continuamente rimandata la presentazione al Consiglio dei Ministri del DDL sull’università, in corso di predisposizione ormai da vari mesi e dopo che le relative linee guida hanno suscitato un positivo clima di discussione e molte attese. Contemporaneamente, per quel che riguarda l’altro problema-chiave e strettamente correlato delle risorse, nulla di concreto è stato finora garantito.La CRUI ribadisce,  il proprio convinto impegno per interventi incisivi ed efficaci sui nodi, decisivi per il rilancio della vita universitaria, della governance e della revisione dei sistemi di reclutamento della docenza, nonché sugli altri aspetti toccati dal provvedimento di riforma in corso di elaborazione e il cui iter parlamentare deve iniziare al più presto, anche per contrastare il clima di frustrazione e di incertezza che sta crescendo negli atenei.Inoltre, non può più essere rimandata, anzi è prioritaria, l’emanazione del regola­mento relativo all’ANVUR, in attesa anch’esso da troppi mesi di essere varato dal Consiglio dei Ministri.La CRUI riafferma, nel contempo, l’assoluta insostenibilità dei tagli previsti per il 2010 e il 2011, di dimensioni tali da rendere del tutto ingestibili gli atenei statali e non statali, con conseguenze irreparabili per la formazione e la ricerca e sulla mera possibilità di presentare entro il prossimo novembre, come stabilito dalle norme in vigore, i bilanci di previsione per il prossimo anno.La CRUI chiede con forza al Governo di provvedere senza indugi al varo dei provvedimenti di riforma e al contestuale rifinanziamento del sistema che ne assicuri le possibilità di sopravvivenza e di rilancio ed eviti il sicuro determinarsi, alla ripresa autunnale, di situazioni gravissime e di vera e propria paralisi del sistema che i rettori non potrebbero più avallare."

 

UNA RAGIONE IN PIU' PER SCIOPERARE CON GLI ALTRI LAVORATORI PUBBLICI IL PROSSIMO

3 LUGLIO 2009

(tre ore a fine turno in tutti gli atenei)

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