POLITECNICO DI TORINO, 20 GIUGNO: UN NO CHIARO A CHI DIVIDE I LAVORATORI

Torino -

LEGGE MERLONI E DINTORNI

note per l'assemblea generale del 20 giugno

Difendiamo le RSU dai burocrati sindacali,
rilanciamo l'unità dei lavoratori del Politecnico!
Il 22 giugno 2012 scioperiamo contro il governo e i partiti che lo sostengono in difesa dell'articolo 18 e contro la riforma delle pensioni!


Le nuove RSU si sono insediate e in tempi piuttosto rapidi si sono trovate nel pieno di importanti trattative sul salario accessorio, in una fase di oggettiva contrazione delle risorse e nel pieno di una riorganizzazione dell'organizzazione del lavoro.

In particolare la trattativa sulla legge Merloni arriva dopo un blocco dei relativi pagamenti disposto dal Direttore Amministrativo Tomasi in seguito alla risposta ad un quesito posto dal Politecnico di Torino all’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici che ha posto rilievi di legittimità al regolamento di ripartizione contrattato e ottenuto dalle RSU nel 2003, in particolare sottolineavano che i fondi ex legge Merloni sono percepibili esclusivamente dai soggetti direttamente impiegati sugli appalti edili o ad essi collegati.

Non siamo neofiti e conoscevamo bene i metodi dell'era Profumo e con quale tempismo arrivavano circolari e rilievi che venivano lanciati sul tavolo della trattativa tentando di predeterminarne gli esiti. Tomasi se ne andò, ma il blocco dei fondi proseguì con il Direttore Amministrativo Periti, naturalmente con la supervisione di Profumo.

È bene inoltre chiarire che alle RSU non fu mai resa nota l'entità delle somme da ripartire e che su tutta la partita l'atteggiamento dell'Amministrazione fu di totale assenza di trasparenza.

Ma non tutto si può controllare e prevedere e fu così che da un lavoratore anonimo dell'ufficio tecnico ci pervenne una tabella di ripartizione dei fondi che prevedeva che la totalità dei fondi ex legge Merloni fosse ripartita all'interno dell'ufficio tecnico, con qualche “mancia” lasciata qua e là tra i lavoratori dell'Amministrazione.

Per le RSU la tabella era inaccettabile e ponemmo con forza la richiesta di discutere al tavolo di trattativa l'intera partita, ribadendo che i proventi ex legge Merloni dovevano rispondere ai criteri che governavano la macro-ripartizione in vigore per tutte le entrate da autofinanziamento dell'Ateneo.

Nel frattempo si svolsero le elezioni RSU che videro un ribaltamento degli equilibri RSU con un sonoro schiaffo alla FLC-CGIL che si vide dimezzata la sua rappresentanza e con una straordinaria affermazione della lista USB.

Il primo atto delle nuove RSU è stato la firma dell'accordo sul salario accessorio 2011, che, ricordiamo, ha respinto il taglio del salario accessorio posto dall'Amministrazione come ineluttabile a causa di una “relazione tecnica” dei revisori dei conti.

Le RSU del Politecnico, grazie alle lotte e all'unità dei lavoratori e delle lavoratrici del Politecnico, hanno garantito così a tutti lo stesso livello retributivo individuale dell'anno precedente, e di questi tempi non è poco.

Le RSU aprirono così il confronto sui proventi generati dall'ex legge Merloni.

La trattativa è stata condotta unitariamente dalle RSU e con un po' di sorpresa nell'incontro che ha preceduto la stesura dell'intesa, vedemmo partecipare alcuni esponenti della FLC-CGIL di Ateneo. Dirigenti sindacali FLC che non hanno mai fatto trasparire nessuna opposizione alla mediazione che andava profilandosi (leggere per credere i verbali dell'incontro, neanche un intervento di dirigenti FLC, che a vederli intorno al tavolo di trattativa sembravano dei veri e propri convitati di pietra).
In realtà la FLC Torinese, con la complicità di alcuni soggetti interni all'Ateneo, stava premeditando un vero e proprio agguato alle RSU.

E così che un certo Liccardi Giovanni, utilizzando la mailing list della FLC, rimpolpandola con gli indirizzi e-mail di moltissimi lavoratori che con la FLC non hanno molto a che fare, invia un falso verbale dell'incontro contenente dati completamente errati sull'entità delle cifre allo scopo di generare confusione e divisioni tra i lavoratori del Politecnico. Un comportamento vergognoso!!
Ma non finisce qui.

La bontà della mediazione delle RSU e la strumentalità delle questioni sollevate dalla FLC sono così evidenti che nell'incontro di trattativa che ha perfezionato e scritto materialmente l'intesa tutti i delegati USB e due delegati su tre della FLC (la RSU è composta da 6 delegati USB e 3 delegati FLC) hanno siglato l'intesa, il terzo delegato FLC, consegnando la sua autonomia di delegato alla segreteria della FLC Torinese, non ha firmato, subordinando la sua firma alle decisioni delle strutture direttive del suo sindacato.

La FLC Torinese è così scesa in campo apertamente contro le RSU del Politecnico. Siamo certi che i delegati RSU della FLC che hanno orgogliosamente affermato la propria autonomia di delegato RSU, che risponde alle istanze che provengono dai lavoratori e non dai burocrati sindacali, subiranno forti pressioni per il ritiro della firma e processi interni; a loro va tutta la nostra solidarietà e rispetto come lavoratori e militanti sindacali.

Il recente attivismo della FLC contro le RSU fa il paio con "l'appoggio incondizionato" che la FLC Torinese ha offerto a Profumo in occasione della fase di stesura dello statuto di ateneo, uno statuto che, ricordiamo, conteneva tutte le sue ambizioni di governo (realizzate), i suoi conflitti di interesse e la sua subordinazione ai potentati locali, nazionali e internazionali.

La FLC appoggiava Profumo proprio mentre le RSU ne stavano contrastando attivamente le scelte. La posizione della FLC Torinese è paradigmatica rispetto a ciò che accade a livello nazionale.

La CGIL, cinghia di trasmissione del partito che maggiormente sostiene il governo, non ha fatto nulla per contrastare il taglio delle pensioni, limitandosi a qualche insignificante e stanca passeggiata romana, archiviando la battaglia in difesa dell'articolo 18 e del diritto al reintegro sul posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo, non costruendo iniziative di contrasto, anzi lavorando attivamente per la frammentazione e indebolimento delle lotte dei lavoratori, tenta di riguadagnare consensi colpendo le strutture sindacali di base che non controlla, alimentando e accentuando irresponsabilmente interessi che se non mediati entrano in contrapposizione.

Tutto ciò che non controllano lo vorrebbero distruggere per tornare magari ad una contrattazione con le segreterie dei sindacati, estromettendo i lavoratori e i loro rappresentanti eletti, rispettando la peggiore tradizione dei sindacati confederali.

La questione legge Merloni al Politecnico di Torino in questa fase viene usata dalla FLC Torinese, anche, come arma di “distrazione di massa” rispetto all'importante sciopero del 22 giugno p.v. indetto dalle organizzazioni sindacali di base contro il governo Monti. Uno sciopero giusto, che va fatto indipendentemente dalla tessera sindacale in tasca, anche perché è l'unica iniziativa reale contro gli attacchi in atto contro i lavoratori privati e pubblici.

Mercoledì 20 giugno 2012 si svolgerà l'assemblea generale indetta dalle RSU di Ateneo che discuterà dell'accordo e i lavoratori attraverso il voto in assemblea giudicheranno l'accordo.

Le RSU, a stragrande maggioranza (8 delegati su 9), hanno valutato l'accordo come la migliore mediazione possibile, d'altra parte condurre una campagna contro un gruppo di lavoratori, i lavoratori dell'ufficio tecnico, ci sembra un atto impraticabile e contrario a ogni etica politica e sindacale. Non seguiremo la FLC su questa strada: oggi separano l'ufficio tecnico da tutti gli altri, domani gli stessi soggetti potrebbero innescare conflitti tra altre categorie.

Per noi il sindacato deve unificare i lavoratori, non dividerli!

Solo l'unità dei lavoratori e delle lavoratrici del Politecnico potrà respingere il nuovo attacco al salario accessorio proveniente dal governo e rilanciare la battaglia per dare certezze al futuro di lavoratori e lavoratrici precarie.

PARTECIPIAMO IN MASSA ALL'ASSEMBLEA!!
VOTIAMO IN ASSEMBLEA E APPROVIAMO L'ACCORDO!

Bocciamo con la democrazia i tentativi di subordinare la trattativa di Ateneo alle segreterie sindacali: la trattativa decentrata la fanno i lavoratori attraverso i rappresentanti eletti!

I delegati RSU eletti su lista USB

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