PRECARI AD ANCONA: COMUNICATO DELLA RdB DI ANCONA

Ancona -

Nel riportare di seguito il messaggio dei due delegati RdB dell’ateneo anconitano in sciopero della fame per la stabilizzazione di tutti i precarie e nell’esprimere tutto il nostro apprezzamento per la loro opera vogliamo ricordare agli attivisti sindacali e ai lavoratori stabili e precari che la questione della precarietà non è solo un fatto che ipoteca vita e lavoro dei lavoratori costretti a subire contratti precari, ma tutti i lavoratori. Più precari equivale, come l’esperienza insegna, a più precarietà per tutti.

La vicenda Nicolais non ha fatto risolto la questione del precariato nel pubblico impiego e non lo ha nemmeno concluso (tanto che nella Finanziaria 2008 il governo ha dovuto allargare la platea degli stabilizzandi a coloro che hanno sottoscritto contratti entro il 28 settembre 2007 e previsto qualche titolo per i co.co.co. nei concorsi pubblici: piccole cose che vanno immediatamente rivendicate alle Amministrazioni assieme alla rivendicazione più generale di finanziamenti adeguati e nel caso degli atenei di una più equa programmazione triennale dei bisogni)

La questione del precariato però si lega anche alla questione del taglio dei finanziamenti pubblici  mettendo a rischio organici, riconoscimenti professionali e contrattazioni integrative  per i lavoratori e i servizi per i cittadini.

Dunque la battaglia contro la precarietà continua e l’esempio di Ancona costituisce un primo esempio di come affrontarla anche a livello locale.

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COMUNICATO RdB/CUB Università Politecnica di Ancona

Carissime/i colleghe/i,

a seguito della sospensione dello stato di agitazione, alle 16.30 di venerdì scorso, abbiamo interrotto lo sciopero della fame.

Ricordiamo  a tal proposito che le RSU hanno concordato con l'amministrazione, previa rassicurazione in merito al personale amministrativo, di costituire un tavolo di confronto (entro il 10 febbraio) per affrontare le problematiche relative al personale tecnico. Per questi in particolare occorrerà trovare una soluzione concordata con la parte pubblica.

Ringraziamo quanti ci hanno espresso la loro solidarietà e ci hanno sostenuto in questa azione, non comune, non solo in questa università, ma in molti altri ambiti lavorativi e non.
Ci auguriamo che questa esperienza possa essere di buon auspicio per le future relazioni sindacali.

Un caro saluto p. RdB /CUB Università Ancona Rino Diano - Francesco Graziosi

 

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Da il Resto del Carlino - 26 gennaio 2008

UNIVERSITA’ POLITECNICA
Terminato lo sciopero della fame Accordo per assumere i precari

Ancona - RAGGIUNTO un accordo tra sindacati e Università sulla vicenda dei precari. Un accordo per ora parziale che comunque prevede la regolarizzazione immediata di altre 5 posizioni di altrettanti lavoratori del Politecnico delle Marche che si vanno ad aggiungere ai 17 per cui il provvedimento è già scattato secondo l’accordo preliminare.

La situazione era precipitata lunedì quando le trattative tra sindacati, in parte i membri dell’Rdb della rappresentanza sindacale unitaria, e i vertici dell’ateneo si erano interrotte provocando l’occupazione del Rettorato e l’avvio dello sciopero della fame da parte dei due delegati dell’Rdb, Francesco Graziosi e Rino Diano.

A loro gli altri membri dell’Rsu hanno fornito piena solidarietà. Ieri poi la svolta con lo stop dello sciopero della fame. In pratica l’Rsu ha firmato l’accordo con l’università per la regolarizzazione di altre cinque posizioni.
Le novità non finiscono qui visto che si è discusso sulla prossima regolarizzazione di altre 13 operatori che lavorano in forma precaria per l’ateneo da svariati anni.

L’ultimo scoglio da superare è quello che riguarda 7 lavoratori del settore tecnico per cui la strada verso la regolarizzazione al momento sembra piuttosto tortuosa seppur non compromessa.

I vertici universitari si sono impegnati a riesaminare quei casi in un futuro più o meno immediato: «Poteva andare meglio — affermano Graziosi e Diano — ma i passi compiuti sono comunque importanti. E’ chiaro che l’attenzione resta massima nella speranza che tutti i precari possano ottenere ciò che loro spetta».

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