UNIVERSITA' E FINANZIARIA: "PRODUCIAMO SVILUPPO TRATTATECI DA IMPRESE"

Roma -

Appello dei rettori al sottosegretario Dalla Chiesa

Risorse: chiesto al governo scelte strutturali tipo il cuneo fiscale dato agli industriali.

Bologna – In piazza sono scesi i precari. “Perché tutto il dibattito sulla Finanziaria si è ridotto alla loro mancata stabilizzazione e al taglio dei consensi intermedi” Ma proprio per illuminare il futuro dell'Università oltre questa Finanziaria di sacrifici è arrivato ieri a Bologna Nando della Chiesa. Il sottosegretario all'Università e alla Ricerca, invitato da Francesco Antonio Manzoli, già ordinario di Anatomia Umana e preside alla Facoltà di Medicina all'Alma Mater bolognese, direttore tra il 1991 e il 1995 dell'Istituto Superiore di Sanità e ora anche membro del Collegio d'indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, ha presenziato proprio nella sede della Fondazione bancaria al seminario “L'Università oltre la Finanziaria” che ha chiamato a raccolta tutto il gotha del mondo accademico. “LO considero una punto di partenza per il cambiamento profondo che gli atenei devono fare – è l'opinione di Francesco Rossi, neorettore della II Università di Napoli – Basta con l'autoreferenzialità quando poi i risultati sul piano internazionale sono scarsi, basta con i docenti a ruolo permanente, basta perfino con i concorsi per il reclutamento dei giovani migliori”.

L'autocritica e la volontà di una valutazione esterna al mondo politico e accademico sia per le attività di formazione che di ricerca rappresentano un leit motiv costante, quasi quanto la richiesta forte e unanime di investimenti adeguati per un settore che deve essere considerato strategico per il sistema paese.

Silvano Focardi guida da pochi mesi l'Università di Siena e guarda già alla prossima Finanziaria: “ Finchè non saremo considerati un elemento di sviluppo pari a un'impresa e finché non cattureremo un'attenzione vera, saremo sempre qui a discutere di centinaia di milioni da strappare ad altri per tappare qualche falla. E invece solo puntando sulla qualità potremo competere.”

Nel suo piccolo, a Ferrara, Patrizio Bianchi, prima allievo e poi stretto collaboratore di Romano Prodi, qualche buon vessillo l'ha innalzato “Siamo primi per l'assistenza agli studenti e gli unici ad aver dato risposte piene alle loro richieste oltre che aver introdotto un sistema di governo condiviso e in totale convergenza con la città” Ma il rettore estense non dimentica il suo ruolo di membro del consiglio di presidenza della Crui, Conferenza dei rettori dell'Università italiane, che fa da invaso per tutte le difficoltà legate alla manovra ”Anche se – specifica l'economista – ciò che non è condivisibile è il controllo dei processi come vuole il decreto Bersani che non fa distinzione né a livello di efficienza né di responsabilità. Ognuno deve fare la sua parte di sacrifici, ma in piena autonomia con il controllo e la valutazione successiva ad opera di un'agenzia nazionale”

Di cui è strenuo fan il collega Pier Ugo Calzolari, al secondo mandato sullo scranno più alto della madre di tutti gli atenei: Bologna. “Ma non deve misurare in maniera severa solo quantità e qualità della ricerca e della didattica – sostiene – bensì anche dei bilanci” Perché Calzolari, difensore ad oltranza del sistema pubblico, trova incredibile la distinzione, avanzata da qualcuno, tra finanziamenti per la ricerca e per la didattica. “E' un ragionamento suicida”, lo bolla senza mezzi termini. Ma per uscire da una provvisorietà che si sta trascinando da fin troppo tempo, da Sassari il collega Alessandro Maida si dichiara disponibile ad ulteriori razionalizzazioni in cambio di una certezza programmatica spalmata su almeno dieci anni. “Confidiamo nell'accoglimento di questa istanza” si rivolge direttamente al sottosegretario che, da parte sua, sposa però la tesi che non bastano i fondi a creare un'istruzione superiore di qualità. “Al nostro sistema – conclude – il mondo non riconosce alcuna eccellenza”

E imparare a competere anche nell'appeal verso gli studenti stranieri è una sfida che, a suo avviso, non si vince solo a suon di euro.

Quotidiano nazionale 27 novembre 2006 – Lorella Bolelli

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