USB, la carenza di personale non deve essere considerata una condizione ordinaria!
USB prende posizione sulle direttive operative che l’Università di Pisa ha “implementato”, per affrontare i casi di riduzione del personale presente nelle biblioteche dell'ateneo. Tuttavia, la carenza di personale non è una situazione eccezionale ormai.
Care colleghe, cari colleghi,
riteniamo opportuno intervenire in merito alle "Indicazioni operative da adottare nei casi di ridotta presenza in servizio di personale strutturato" recentemente inviate al personale bibliotecario UniPI.
In ragione di una normativa nazionale che purtroppo rimane vaga circa il numero minimo di lavoratori sufficienti a garantire l'apertura al pubblico in sicurezza di biblioteche frequentate ogni giorno da centinaia di persone, il nostro Ateneo ha infatti disposto che basta la presenza di un solo lavoratore strutturato e formato in materia di antincendio e primo soccorso, affiancato da una persona di supporto, ovvero studente collaboratore part-time o volontario del Servizio Civile.
Intanto, pare a dir poco contraddittorio che in una università pubblica, in cui si emanano regolamenti etici e si dichiara di promuovere benessere, pari opportunità, salute e sicurezza, sia poi possibile anche solo immaginare che una persona da sola, benché formata, possa gestire in sicurezza un'intera struttura, grande o piccola che sia, per di più aperta al pubblico!
Ancora più aberrante risulta poi il ricorso a studenti e volontari per sopperire, in realtà, alla sempre più grave carenza di personale e quindi di addetti formati alla gestione delle emergenze. Coinvolgere figure non dipendenti, non formate e quindi meno tutelate in un ambito così delicato, solo per risparmiare un po' di soldi, è davvero inaccettabile.
Ma lasciando da parte solo per un momento l'aspetto sicurezza, questo documento purtroppo va a dichiarare, tra le righe, che non c'è bisogno di assumere nuovi bibliotecari, dato che ne basta uno per struttura, magari affiancato da uno studente o da un volontario.
È del tutto evidente che all'Università di Pisa la professionalità dei bibliotecari è considerata un'inutile zavorra, tant'è che il loro ruolo viene ridotto ormai al solo presidio degli ingressi, con tutto il rispetto per chi questa mansione la svolge come compito principale.
La situazione descritta come emergenziale nelle suddette "Indicazioni operative" è già una realtà pressoché quotidiana, come potrà confermare qualsiasi collega afferente al Sistema Bibliotecario.
Ora, con questo documento se ne vuole sancire la normalità, accettando la resa ad un modello di servizio sempre meno biblioteconomico e sempre più simile a un portierato, in cui si rincorre l'emergenza invece di costruire un piano strategico e programmatico di rilancio dell'intero Sistema Bibliotecario di Ateneo e anziché interrogarsi su come investire in personale, competenze e organizzazione,
Si normalizza appunto la sopravvivenza giorno per giorno.
Già da tempo ci toccano contratti con meno tutele e stipendi sempre più poveri; già da tempo siamo diventati funamboli, in bilico tra la copertura delle carenze di personale e lo sforzo di garantire un servizio qualificato e costante a tutta la comunità accademica e alla cittadinanza.
Sempre più spesso ormai ci stanno mettendo nella condizione di non poter nemmeno più godere di quei minimi diritti che la normativa nazionale ancora concede: ferie, permessi, flessibilità sono diritti già in gran parte compromessi e queste nuove regole vanno a negarli del tutto.
Ma non basta, perché le "Indicazioni operative" sembrano ignorare ulteriori elementi non meno importanti.
Ci si chiede, ad esempio, come si concilia, specialmente nelle giornate di rientro, il diritto del dipendente alla pausa di un'ora con la necessità di copertura continuativa della struttura sempre ai fini della sicurezza; e ancora, la necessità di presidiare la biblioteca va a confliggere con il diritto/dovere alla formazione e all’aggiornamento professionale e non solo.
Tutto ciò rende ancora più difficile garantire anche la sola gestione ordinaria del servizio, prima ancora che quella emergenziale!
Non è possibile tollerare oltre tutto ciò: è necessario pretendere il rispetto della dignità e dei diritti di chi lavora.
Invitandovi a segnalarci ogni ulteriore criticità in merito, ribadendo la nostra completa disponibilità a sostenere le lotte per rivendicare i nostri diritti di lavoratori, esortiamo anche la RSU a farsi carico di questa insostenibile situazione, magari convocando quanto prima un'assemblea del personale SBA per decidere eventuali azioni da intraprendere.
USB - Università di Pisa