USB, COSE DELL’ALTRO MONDO all'Università di Trieste

Trieste -

Nell’ultimo incontro con l’amministrazione universitaria USB ha ricordato al rettore la richiesta unitaria CISL – UIL – USB per l’aumento dell’indennità sostitutiva di buono pasto dalle attuali 10,00 euro lordi e 15,00 euro lordi per ciascun rientro pomeridiano obbligatorio. La suddetta motivata proposta è stata formalmente presentata già a dicembre del 2019 (protocollo di ateneo numero 154348 del 17/12/19) ed ulteriormente argomentata nel 2020 (protocollo di ateneo num. 128501 del 19/10/20).  

Purtroppo, questa motivata proposta si sta scontrando, da un lato, con il parere sostanzialmente negativo di singoli sindacati, dall’altro con i dubbi dell’amministrazione universitaria.  

La motivazione principale addotta dai negazionisti consisterebbe in un asserito danno fiscale che potrebbe derivare dall’aumento richiesto. C’è da chiedere, al riguardo, se risulta agli atti dell’ateneo che qualche dipendente abbia pro tempore rinunciato agli “aumenti” (sia detto fra virgolette) previsti dal CCNL, ovvero se alcuno abbia rinunciato agli “aumenti” previsti ope legis tramite l’IVC – Indennità di vacanza contrattuale, oppure se qualche dipendente abbia rinunciato, dopo averla vinta, alla PEO – Progressione economica orizzontale.  

In una parola, c’è da chiedersi se non abbiamo tutti sbagliato a farci aumentare il salario in questi anni, inconsapevoli del danno che questo avrebbe comportato a livello fiscale, di contributi e sussidi, di ISEE, di assegno familiare ed unico e così via.  

In verità, e di questo tutti possono esser certi, l’unico grave danno è che i salari non sono mai veramente aumentati, vale a dire sono aumentati solo nominalmente facendoci precipitare in fondo alle classifiche europee per livelli salariali medi.  

 A riprova USB segnala i dati recentemente pubblicati dall’OCSE dai quali si evince che – tenuto conto della variazione percentuale dei salari annuali medi tra il 1990 e il 2020 nei paesi Ue Ocse – l’Italia è l’unico paese europeo in cui i salari sono diminuiti:  

"variazione 1990-2020" (FONTE: elaborazione “openpolis” su dati Ocse – dati disponibili sul sito della fondazione openpolis all’indirizzo: https://www.openpolis.it/numeri/litalia-e-lunico-paese-europeo-in-cui-i-salari-sono-diminuiti-rispetto-al-1990/)

Lituania,                 "276,3"
Estonia,                  "237,2"
Lettonia,                 "200,5"
Slovacchia,            "129,6"
Repubblica Ceca,  "112,4"
Polonia,                   "96,5"
Irlanda,                     "85,5"
Ungheria,                 "72,7"
Slovenia,                  "69,3"
Svezia,                      "63"
Danimarca,               "38,7"
Lussemburgo,          "38,2"
Germania,                "33,7"
Finlandia,                 "31,8"
Francia,                   "31,1"
Grecia,                    "30,5"
Belgio,                     "25,5"
Austria,                    "24,9"
Paesi Bassi,            "15,5"
Portogallo,              "13,7"
Spagna,                  "6,2"

Italia,               "-2,9"

Quanto poi agli asseriti danni a carico delle progressioni economiche orizzontali, basterà ricordare che l’indennità sostitutiva in argomento non è stata in discussione nei diversi contratti collettivi integrativi di ateneo pro tempore stipulati e sottoscritti. Non c’è collegamento diretto fra indennità sostitutiva e PEO.  

Durante l’incontro, giusto per non farci mancar niente, l’ateneo ha proposto l’abolizione definitiva dell’indennità di sportello a danno dei colleghi delle segreterie studenti.  

USB ha immediatamente esposto il proprio parere negativo, sostenendo l’opportunità di continuare ad erogare detta indennità al personale interessato.  

La motivazione addotta dall’ateneo sarebbe che l’attività di ricevimento del pubblico risulta sospesa da marzo 2020, nuove tecnologie consentiranno di gestire in modo ottimale gli appuntamenti, anche in presenza, e verranno meno le asserite condizioni di disagio lamentate dal personale delle segreterie.  

USB dubita che le nuove tecnologie risolveranno – da soli - i problemi delle segreterie studenti e ritiene che sarebbe opportuno mettere mano all’organizzazione del lavoro di quelle importanti strutture al servizio della didattica. Al riguardo USB fa riferimento ad un documento condiviso dal personale colà afferente a maggio 2021 ed avente ad oggetto: “provvedimento di micro-riorganizzazione del 23 dicembre 2020 e sue ripercussioni sul personale TA della Segreteria Studenti”.  

USB ha riportato ampio stralcio di quel documento a sostegno della propria richiesta (vedi nota USB allegata al presente comunicato sindacale, acquisita a protocollo di ateneo in data 05/07/2022, con il num. 92030).  

USB interviene anche sul tema delle risorse aggiuntive da dedicare a vantaggio di tutto il personale (il riferimento è alle nostre reiterate proposte in materia di prestazioni per conto terzi, ad esempio, e non solo) e sulla inadeguatezza delle indennità previste per i colleghi che sono responsabili di una struttura universitaria.  

            In una parola, in questo ateneo accadono cose dell’altro mondo

una ragionevole e argomentata proposta di aumentare di 5,00 euro l’indennità sostitutiva di mensa rischia di non passare perché c’è qualcuno che parla di danni enormi a seguito di detto aumento (badate bene: i danni deriverebbero solo per questo aumento perché gli aumenti, del tutto inadeguati, dei contratti nazionali van sempre bene!);  

  1. l’ateneo, dopo due anni lavorativamente e personalmente difficili per tutti, se ne esce proponendo il taglio definitivo di una indennità importante come quella di sportello per quanti lavorano nelle segreterie studenti;  
  2. Molti continuano a non chiedersi perché chi ha la possibilità non vede l’ora di trasferirsi verso altre pubbliche amministrazioni, responsabili di struttura compresi.  

USB – Unione Sindacale di Base Pubblico Impiego 
Università degli studi di Trieste 

 

 

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