18 maggio alla BICOCCA

Milano -

Manifestazione di ricercatori e personale tecnico amministrativo dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca contro il DDL Gelmini.
Oggi, presso l’importante ateneo milanese dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca si è tenuto, come in diversi altri atenei pubblici del paese, una manifestazione di protesta contro l’approvazione del disegno di legge 1905, volgarmente chiamato riforma Gelmini dell’Università.
Oggi, anche in questo ateneo, che a poco più di dieci anni dalla sua nascita, conta più di 30.000 iscritti; i ricercatori, i precari della ricerca unitamente al personale tecnico amministrativo si sono ritrovati nella piazza dell’ateneo e successivamente si sono riuniti in un’assemblea per dire NO all’approvazione del DDL Gelmini , che come da più parti evidenziato letteralmente “svende” l’università pubblica italiana ad interessi privati esterni, visto che fra l’altro, i CdA degli atenei pubblici italiani saranno composti da una sostanziosa componente privata (almeno il 30%), che senza l’investimento di un euro proprio, si ritroveranno in mano un enorme potere, come per esempio decidere se chiudere o aprire corsi di laurea, ed eventualmente, in caso di decisioni nefaste non saranno nemmeno oggetto di sanzioni. Insomma, tanto per incominciare bene, avremo strateghi senza responsabilità.
Altro problema scottante sono proprio i ricercatori. Attualmente in Italia sono circa 26.OOO persone che tengono corsi, presiedono esami, vanno in seduta di laurea. Addirittura il disegno prevede di precarizzarli, ma se i ricercatori si vedessero costretti a non fare più didattica l’università collasserebbe, diverse facoltà della Bicocca si sono anche espresse a sostegno,.
Ma in questa giornata primaverile la piazza di questo ateneo, da molti punti di vista sorprendente, è attraversata da uno slogan che nella sua semplicità, fa riflettere e riassume il pensiero dei numerosi partecipanti:
NO AI TAGLI ALLA CULTURA
Perché ai giovani ricercatori della Bicocca, e al personale tecnico amministrativo è soprattutto chiaro che in gioco non ci sono semplicemente le posizioni personali dei singoli intervenuti, o della categoria di turno, ma che l’”esperimento Gelmini” produrrà danni incalcolabili perché le opportunità di studio, di elevazione culturale e sociale, di poter fare ricerca di base “liberamente”, che l’università italiana ha finora garantito a tutti, sono di vitale importanza per il Paese. E’ evidente quindi che una riforma che viene calata dall’alto, senza una reale analisi delle differenti situazioni in cui versano gli atenei italiani, e che si richiama solo a principi di mera produttività soffocherà il sistema, senza garanzie ai cittadini.
Proprio per tutte queste motivazioni l’assemblea di oggi della Bicocca ha avuto un epilogo presso il Rettorato dell’ateneo, e la riunione del CdA, è stata così presidiata, nell’intento di coinvolgere le varie componenti e il Rettore, Prof. Fontanesi, in quanto chi insegna, chi fa ricerca, chi lavora, chi studia seriamente e duramente in università, in quella università che comunque finora ha permesso alla nostra nazione, che solo qualche decennio fa’ contava milioni di analfabeti, di trovare una propria collocazione nel mondo della ricerca internazionale, non permetterà che lo smantellamento del sistema pubblico di istruzione universitario avvenga in modo indolore e nel silenzio di tutti.
Oggi una nuova e fortissima consapevolezza ha attraversato la piazza dell’Ateneo Nuovo, cuore dell’ateneo Bicocca, una nuova era probabilmente si affaccia, e la rappresentanza sindacale RdB sarà, ancora una volta attivamente al fianco di tutti coloro che intendono perseguire questo nuovo cammino.

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