BARI: CHI COPRIRA' IL BUCO DI BILANCIO ?

Bari -

CHI PAGHERA IL BUCO DI BILANCIO?

 

I tagli demagogici alle Università della finanziaria triennale 2009 di Tremonti, la riforma-restaurazione della Gelmini che mira a ridare il potere totale ai Rettori e ai baroni ordinari (veri responsabili dello sfascio del sistema universitario pubblico italiano e dello scandalo dei concorsi truccati), il BUCO NERO di “52 MLN DI EURO” (o anche più?) nei conti dell’Università di Bari, convergono verso un unico obiettivo: DISTRUGGERE L’UNIVERSITA’ PUBBLICA DI MASSA, conquistata con le lotte di lavoratori e studenti e che dal ’68 in poi ha dato la possibilità di “riappropriarsi della cultura” e “della politica” a vasti settori di giovani dei ceti meno abbienti.

 

La CRUI, che non rappresenta l’intero mondo accademico ma solo la lobby di pochi potentati, ha di fatto accettato la mortificazione finanziaria delle Università in cambio di un accentramento di potere nelle proprie mani e di una riforma in termini di falso efficientismo aziendalistico. La Gelmini e il governo dicentro-destra affideranno le nostre Università ai veri responsabili dello fascio (altro che gestione manageriale!), in cambio della soppressione della partecipazione e del controllo democratico dal basso di studenti e lavoratori, precarizzando sempre più personale tecnico-amministrativo e giovani ricercatori, ripristinando la cooptazione nepotistica da parte dei professori ordinari nella scelta dei futuri docenti, mettendo definitivamente ad esaurimento gli attuali ricercatori a tempo indeterminato, che hanno avuto il torto di assumersi volontariamente e gratuitamente compiti didattici gravosi, in attesa, da oltre vent’anni, della definizione del loro stato giuridico.

 

Mentre in tutto il mondo si investono somme ingenti nella ricerca di base nelle Università, spesso a seguito dell’impegno diretto dei Rettori (vedi cosa è accaduto di recente nella vicina Francia), in Italia i tagli della finanziaria stanno avviando alla bancarotta diversi atenei, col rischio di conseguenze gravissime per lavoratori e studenti.

 

Infatti, l’annuncio di un “buco” da 52 mln di euro, e forse più, aggiunto ai pesanti tagli del FFO, è roba da far drizzare i capelli, soprattutto per il fatto che migliaia di lavoratori rischiano la loro unica fonte di sostentamento.

 

Fino allo scorso anno i bilanci “creativi” delle passate gestioni rettorali erano stati “messi a posto” dalla gestione oculata  del Rettore Petrocelli. Infatti, a sua detta questo era il motivo che aveva fatto inserire l’Università di Bari tra le poche Università virtuose.

 

In realtà, a questo risultato si era giunti:

1) grazie anche alla “pazienza” dei lavoratori tecnici-amministrativi e dei docenti (in particolare dei ricercatori):

- il personale tecnico-amministrativo, accettando i tempi lunghi per il pagamento delle tantissime indennità salariali previste dal contratto;

- i docenti attendendo ancora gli adeguamenti stipendiali 2007-2009;

- i ricercatori, che tra i docenti hanno gli stipendi più bassi, facendosi carico, gratuitamente, di svolgere una parte notevole della didattica;

 

2) grazie al fatto che i salari ai lavoratori dei servizi e ai ricercatori precari non gravano sul bilancio assoggettato al FFO.

 

Sapevamo che il Rettore Petrocelli -che si era presentato come “l’evento nuovo” nell’Università di Bari e nel panorama accademico nazionale (CRUI)-non avrebbe potuto fare miracoli in una situazione degradata e conservatrice come quella dell’ateneo barese e nazionale (altro che codice etico a parole!), ma i risultati sono decisamente miseri e deludenti. Bisognerebbe avere il coraggio di tirare le conclusioni, come egli stesso ha più volte asserito.

 

Quale sarà, invece, il risultato di questa bomba mediatica all’interno dell’Università di Bari? Il blocco di qualsiasi legittima rivendicazione da parte del personale tecnico-amministrativo, il mancato adeguamento degli stipendi ai docenti, l’aumento del ricorso a personale precario tecnico-amministrativo e ricercatore (salvo continuare ad assumere stabilmente figli di dirigenti, funzionari e parenti vari), il paventato ricorso all’aumento delle tasse studentesche a fronte dell’aumento dei servizi(!?!).

 

Questo gravissimo “annuncio” giunge poi senza uno straccio di consultazione con i lavoratori e le OO.SS. dell’ateneo barese.

 

Improvvisamente, dopo tre anni di “bilanci virtuosi”, si prospetta una situazione paurosa, da chiusura dell’Università di Bari. Erano “falsi” anche questi bilanci?

 

E’ VERO che l’Università è stata incapace di autoriformarsi a causa degli svariati interessi di lobby e lobbine;

 

E’ VERO che si è voluta la proliferazione politico-clientelare delle sedi ecentrate e del relativo incremento di ordinari e associati;

 

E’ VERO che a seguito della riforma Berlinguer 3+2 vi è stata una proliferazione dei corsi di laurea con relativi aumenti dei costi e scadimento della qualità della didattica;

 

E’ VERO che negli anni passati vi è stata una politica edilizia fallimentare (vedi l’acquisizione di stabili inutilizzabili come la manifattura tabacchi, palazzo delle poste e l’alienazione dell’unico stabile di valore, conquista delle lotte studentesche,  come l’Hotel delle Nazioni, ecc.);

 

E’ VERO che si è voluto mantenere  in servizio gli ordinari settantenni (unici in tutta Italia);

 

E’ VERO che si sostengono spese esorbitanti (circa 750.000,00 Euro annui) per

la gestione degli organi di governo (tra gettoni di presenza e indennità di carica);

 

E’ VERO che si continua ad esternalizzare con costi enormi i servizi di pulizia e vigilanza invece di assumere stabilmente i lavoratori impiegati;

 

E’ VERO che i concorsi per l’assunzione di personale docente, ricercatore e tecnico-amministrativo spesso sono stati gestiti con meccanismi clientelari e

senza assumere i più bravi;

 

E’ VERO che l’Università di Bari non ha mai voluto intraprendere azioni legali, passate e presenti, contro le inadempienze dell’Azienda Ospedaliera Policlinico, di colore politico complementare alla gestione universitaria, ecc.ecc..

 

E’ TUTTO VERO!

 

MA PERCHE’ A PAGARE DEVONO ESSERE I LAVORATORI E GLI STUDENTI, CHE NON HANNO MAI AVUTO LE REDINI DEL COMANDO? PERCHE DEVONO PAGARE IL PERSONALE TECNICO-AMMINISTRATIVO E IL GROSSO DI QUELLO DOCENTE CHE, NONOSTATE TUTTO, HANNO MANDATO AVANTI LA BARACCA? SOPRATTUTTO IN UN PERIODO DI CRISI SOCIALE GRAVISSIMA!

 

PERCHE' DEVE PAGARE LA "NOSTRA" UNIVERSITA'?

 

RdB Unicobas

 

Bari, 21.01.2010

 

Ultim'ora - L'amministrazione ha invitato le OO.SS. di Ateneo e la RSU per domani 22 gennaio, alle ore 15, ad un incontro sul bilancio di previsione 2010.

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