BOLOGNA COSA SUCCEDE IN ATENEO ?

Bologna -

Cosa sta succedendo all’università di Bologna?

Riepiloghiamo brevemente i fatti e la posizione di RdB.

In data  11 giugno 2008 RdB è stata fra le organizzazioni sindacali che hanno conciliato con l’Amministrazione in relazione alla vertenza che si trascina da ormai alcuni mesi.

Il tentativo di conciliazione è un passaggio obbligatorio nel caso una organizzazione sindacale intenda andare allo sciopero. Se un’organizzazione non concilia, in coerenza con quanto dichiarato formalmente nella richiesta di conciliazione, dovrebbe entro 2 mesi dichiarare uno sciopero.

A differenza di altri abbiamo ritenuto possibile conciliare in quanto dopo una lunga e a volte aspra discussione si è ottenuto un impegno a chiudere in tempi celeri il salario accessorio 2007, ad aprire subito dopo il 2008, e ad aprire le trattative sugli altri punti della piattaforma quali buoni pasto, agevolazioni sul trasporto, benefit, ecc.

Pensare ad una mobilitazione esclusivamente aziendale che abbia come obiettivo un fondo economico extra contratto, dopo fra l’altro che il Consiglio di Amministrazione ha approvato il bilancio consuntivo 2007, oltre che inutile al fine del risultato, avrebbe reso la vita molto più facile all’Amministrazione che avrebbe potuto continuare a farsi scudo dei vincoli normativi che  impediscono integrazioni su queste voci di bilancio.

Per questo abbiamo reputato necessario partecipare alle trattative cercando di ottenere il miglior risultato possibile, con l’intenzione di sottoporre ogni ipotesi d’accordo al giudizio dei lavoratori.

Ciò che sta avvenendo a livello nazionale, mancato rinnovo del contratto, campagna di criminalizzazione dei lavoratori pubblici fatti segno dell’accusa infamante di essere tutti dei fannulloni e riforma del modello contrattuale, è estremamente grave ed è per questo che a differenza di altri abbiamo avviato un percorso di lotta/mobilitazione nelle università come in tutto il resto del mondo del lavoro.

Facciamo presente che ad esempio il Consiglio dei Ministri con un decreto legge ha ampliato le fasce orarie di reperibilità per le visite mediche di controllo per tutti i lavoratori della Pubblica Amiinistrazione:dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 20.00, tutti i giorni compresi  i festivi.

Altro che malattia senza certificato!

Su questi temi abbiamo organizzato un’assemblea in Ateneo, convocato a livello nazionale lo sciopero che si è tenuto il 20 giugno 2008, un presidio sotto la Confindustria insieme agli altri settori del lavoro sempre il 20 giugno 2008 all’interno di una giornata di mobilitazione nazionale che ad esempio a Roma ha portato 2000 dipendenti pubblici a protestare sotto il Ministero contro il piano industriale di Brunetta.

Quando scriviamo nei volantini e nei comunicati della necessità di lottare e scioperare, poi quel terreno lo pratichiamo realmente.

Quindi ci chiediamo dove sta la coerenza di chi attacca i contenuti della finanziaria del governo Prodi e poi, a differenza nostra, non indice nemmeno un minuto di sciopero e non lo troviamo mai nelle piazze a lottare; di chi urla contro il governo Berlusconi e anche qui non proclama un minuto di sciopero e non scende nelle piazze; di chi non concilia perché “è necessario scioperare”, lanciando strali contro chi non condivide le loro posizioni, e poi anche stavolta non proclama un minuto di sciopero.

Non è l’incoerenza o gli attacchi gratuiti alla nostra organizzazione che ci preoccupano però, ma certi comunicati che nei fatti contrappongono artificiosamente i lavoratori di Napoli a quelli di Bologna con asserzioni, simili a quelli della Presidente di Confindustria Marcegaglia, quali: “a Napoli il costo della vita è più basso, le indennità aziendali più alte. I colleghi napoletani e non solo vivono meglio di noi”.

Andassero questi signori a vedere i redditi pro capite, quello familiare, i tassi di disoccupazione, il tasso di lavoro precario e lavoro nero, e se vogliono vengano con noi in prima fila con la cittadinanza di Chiaiano che lotta per la propria salute, poi ne riparliamo.

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