BRUNETTITE: MALATTIA DELL'APPARATO..... DIRIGENTE

Genova -

 

La chiamano anche “tolleranza zero”; se riguardasse i politici porterebbe all’anarchia totale. E’ una specie di malattia che si propaga tramite circolare ministeriale, decreto ed altri agenti patogeni a diffusione editoriale e radiotelevisiva.

I più esposti al processo di contagio sono i dirigenti pubblici, il cui organismo, evidentemente fiaccato dalle dure selezioni meritocratiche alle quali è stato esposto negli anni, non è in grado di proporre adeguate risposte immunitarie.

L’insorgenza della malattia si manifesta con alcune allucinazioni persecutorie che riguardano i sottoposti dipendenti: insufficiente rendimento, infedeltà, tradimento di fiducia ed altri comportamenti parasentimentali di vaga definizione.

E’ a questo punto che il dirigente percepisce attorno a se una folta schiera di fannulloni, malati immaginari, doppiolavoristi idraulici, imbianchini e odontotecnoelettricisti. Non se ne era mai accorto prima preso com’era, tra seminari, convegni, congressi e quant’altro, a migliorare organizzazione e servizi.

A questa fase segue, in una sorta di effetto emulativo del Supremo gerarchico della Funzione Pubblica, la produzione di grandi quantità di dati, statistiche e studi scientifici compiuti, o meglio artefatti od inventati, da egli stesso o talvolta da qualche suo parente prossimo (con esoso contratto di collaborazione). Il dirigente è portato così ad evacuare ingenti quantità di circolari e direttive, mattutine e serotine, che danno luogo alla formazione di concrezioni regolamentari assai contraddittorie.

Il  decorso della malattia accentua la duplice componente narcisistica, di percezione esagerata della propria importanza e del proprio potere, e ossessiva-compulsiva, con una  frenetica attività d’interpretazione restrittiva delle norme, invero assai creativa. Senza badare a spese viene predisposto un capillare sistema di ispezioni, controlli ed accertamenti, di vario genere e tipo, sul personale sottoposto.

La sintomatologia si arricchisce infine con la comparsa di una ritualistica attività disciplinare tesa a neutralizzare la fonte del disagio e caratterizzata da un severissimo accento moralistico verso l’altrui comportamento. L’incontinenza disciplinare sfocia nell’adozione di due tipi di sanzioni: conservative, nelle quali il dirigente “conserva” parte dello stipendio del dipendente nelle casse dell’Amministrazione (al fine di dispensarsi futuri premi di produttività), e non conservative, nelle quali il dirigente “non conserva” più ragione e proporzione delle proprie azioni e procede ai licenziamenti.

La Brunettite ha decorso cronico ed invalidante e compromette il normale ritmo delle attività quotidiane e lavorative del dirigente ed ha quindi un grave rilievo sociale. Difatti, senza una rapida regressione dell’incidenza della malattia, è facile prevedere un consistente aumento dei costi economici ed un forte rallentamento dell’attività delle pubbliche amministrazioni, con conseguenti implicazioni negative sulla fruizione dei già scadenti servizi per la collettività.

Il trattamento è di tipo sintomatico. Accertata l’inefficacia di terapie concertative confederali, che anzi provocano nel tempo la regolare comparsa degli episodi più acuti, la somministrazione per via sindacale di un movimento conflittuale è considerata una pratica appropriata, in grado di provocare una visibile remissione dei sintomi.

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Per le malattie estreme i trattamenti estremi sono più efficaci (Ippocrate).

 

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