IRES CGIL: I LAVORATORI HANNO PERSO OLTRE 1900 € IN 5 ANNI…

Milano -

E’ su tutti quotidiani di oggi. L’IRES, il centro studi della Cgil, ha pubblicato un rapporto da cui risulta che in 5 anni gli stipendi dei lavoratori italiani hanno perduto oltre 1900 € in potere d’acquisto e che gli “aumenti” di questi anni sono a meno della metà degli aumenti degli stipendi europei ! (www.ires.it/node/665)

Non sappiamo se rallegraci o piangere di fronte a questo dotto studio che rende in qualche modo giustizia alle proteste (ormai ventennali) dei lavoratori per la diminuzione dei salari e la sordità dei sindacati confederali.

Potremmo rallegraci se i dirigenti sindacali della Cgil facessero ammenda sugli accordi al ribasso che hanno firmato in questi venti anni e da subito facessero marcia indietro sull’accordo del 29 maggio per il pubblico impiego (che ha scontato al governo datore di lavoro un anno di aumento contrattuale e che prepara la triennalizzazione dei contratti) anche per i pesanti riflessi che sui lavoratori privati.

Potremmo rallegraci se già da domani nei rinnovi dei contratti nazionali aperti (spesso scaduti da anni) facessero propria la rivendicazione RdB di aumenti in linea con gli aumenti europei e di un meccanismo automatico di tutela del potere d’acquisto dei salari !

Potremmo rallegraci se facessero marcia indietro sulla prospettata triennalizzazione dei contratti già concordata col governo e cancellassero ogni prospettiva di scippo del TFR/TFS.

Potremmo rallegraci se finalmente i sindacati confederali riconoscessero ai lavoratori dignità e ruolo cancellate da anni di svalutazione del lavoro e di umiliazione dei lavoratori.

Ma questi sono sogni proibiti, l’obiettivo di questo studio sembra essere tutt’altro: addossare  la responsabilità al governo precedente, sviare ogni critica ai sindacati confederali che hanno sottoscritto la cancellazione della scala mobile, lo scippo del TFR e contratti a perdere in questi venti anni di concertazione sindacale !

Che dire ? Che ora basta con le prese in giro !


Vogliamo aumenti e salari europei !

Vogliamo una nuova “scala mobile” !

Basta con la precarietà !

Vogliamo che finalmente si riconosca dignità e ruolo dei lavoratori !

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