NUOVO STATUTO TOR VERGATA: DA CHE PARTE STARE

Roma -

DA CHE PARTE STARE

USB CONFERMA IL VOTO CONTRARIO AL NUOVO STATUTO

Il CdA e il Senato Accademico nelle sedute del 28 e 29 novembre hanno approvato le modifiche del nuovo Statuto. Sono state accolte le attente valutazioni e gli inviti del Ministero “finalizzati a recepire in modo puntuale le novità introdotte dalla legge 240/10 e i principi in essi contenuti, coordinando altresì lo statuto alle disposizioni normative vigenti nelle materie da esso disciplinate”.

Il nuovo Statuto rettificato, dunque, nulla o quasi ha modificato rispetto alle criticità da noi già rilevate (Perchè abbiamo votato contro lo Statuto) che permangono e si aggravano.

 Il nostro parere negativo ancora una volta si conferma.

Nella lettura della nota ministeriale abbiamo sì colto censure e perplessità che mettono in risalto alcune valutazioni da noi espresse: la richiesta di una puntuale assegnazione di reali responsabilità gestionali in capo ai massimi vertici dell’Ateneo.

Sono state chieste, ad esempio, quelle modifiche che individuano competenze e responsabilità del Direttore Generale secondo il principio di separazione tra funzione di indirizzo politico e gestione amministrativa; un maggiore misura nel peso e contrappeso dei poteri tra i vari organi che dovrebbe garantire l’autonomia degli uni verso gli altri: tra il Senato e il CdA, tra la Dirigenza e il CdA etc..; la salvaguardia del principio di terzietà (in quanto organo “terzo” che sta al di sopra delle parti) del Nucleo di Valutazione che ha tra varie funzioni appunto quello di valutare le strutture e il personale e non di rappresentarle nella sua componenente come previsto nella prima stesura dello Statuto; la revisione di una organizzazione diversa o particolare per i dipartimenti afferenti alla Facoltà di Medicina, ovvero dove si ravvisino peculiarità così evidenti, come l’autonomia scientifica, e non quella gestionale, ammessa per le “sezioni”.

Al di la’ dei giudizi di valore che ognuno può esprimere sulla legge di Riforma cosiddetta Gelmini, non c’è dubbio – per quanto già pubblicamente espresso da USB (Abbiamo scelto di essere corporativi) - che i contenuti fortemente verticistici e accentratori da essa delineati, contrastati con vigore dentro e fuori le Università Italiane, siano stati qui recepiti in senso assolutamente peggiorativo.

E’ nostro vivo auspicio – speriamo non isolato e non ignorato – che nell’iter relativo all’approvazione dei Regolamenti attuativi, a partire da quello di organizzazione, sia individuato un percorso che si spera sia capace di valorizzare tutti i Soggetti, compreso il personale tecnico amministrativo e bibliotecario finora ignorato, non ultimo quelli Sindacali che sono sinonimo di rappresentanza democraticamente scelta.

E’ per noi quindi assolutamente incomprensibile che all’approvazione del nuovo Statuto abbia concorso il voto di parte dei rappresentanti del personale tecnico-amministrativo, nonché di esponenti o comunque aderenti ad organizzazioni sindacali che protestano contro la Riforma Gelmini e contrastano, almeno a parole, la sua applicazione nelle università. Ci siamo chiesti … ma da che parte stanno veramente?

A chi vuole approfondire possiamo inviare un nostro documento, divulgato a settembre tra gli iscritti, dal titolo: “Come orientarsi tra rappresentazione e realtà”.


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