REGGIO CALABRIA: PASTICCI E BALLETTI SUL NUOVO STATUTO

Reggio Calabria -

LA LETTERA DELLA USB

 

Avendo appreso, dal sito web d’Ateneo, dell’Ordinanza del decano di Ateneo n° 1 del 3 maggio 2012 con la quale indìce l’elezione del Rettore di questa Università per gli anni accademici 2012-2018, ci corre l’obbligo di formulare alcune valutazioni.

Tra le premesse di tale Ordinanza figura una “nota fatta pervenire al Decano dal Consiglio degli Studenti in data 30.04.2012” della quale non era stato reso noto il contenuto e che, pure, era stata ritenuta parte fondamentale del processo elettivo, al punto da fare parte delle premesse che disciplinano le modalità di indizione e svolgimento delle votazioni.

Orbene, ci corre l’obbligo, come Organizzazione sindacale rappresentativa dei diritti di una cospicua parte della comunità accademica, evidenziare che le norme che regolano le elezioni sono contenute in fonti legislative e statutarie, il cui dettato non può essere integrato da interpretazioni eteronome, soprattutto nel caso in cui provengano da un organo, quale il Consiglio degli Studenti, il cui legittimo operato, pur meritando la massima considerazione, non contempla competenze in tal senso.

A maggior ragione nel caso in cui, come quello di specie, si è finito per accogliere un’interpretazione eccessivamente estensiva dell’art. 17 dello Statuto attualmente in vigore, tale da stravolgere completamente il senso delle norme richiamate. Nel caso di specie, infatti, estendere l’elettorato attivo della componente studentesca anche ai rappresentanti eletti nei corsi di laurea, determina una distorsione delle previsioni statutarie. Tale previsione, infatti, non figura nello Statuto precedente, né tantomeno in quello attualmente in vigore.

Del resto come O.S. non possiamo non tenere conto dell’evidente difficoltà della componente studentesca a difendere il proprio diritto al voto per la scelta del nuovo Rettore. Tale difficoltà è determinata, del resto, dal completo stravolgimento del meccanismo statutario, che viene a determinarsi a seguito della prematura convocazione delle suddette elezioni.

Lo Statuto attualmente in vigore, infatti, prevede una fase costituente che si compone di passaggi consequenziali. A partire dalla costituzione dei Dipartimenti fino alla elezione dei nuovi organi accademici. Anche in quest’ottica, la Commissione Statuto ha previsto che l’elettorato attivo degli studenti fosse composto dai rappresentanti in seno al Consiglio degli Studenti (organo di vertice delle organizzazioni studentesche) e di quelli eletti nel Consiglio di Dipartimento (allo stato ancora inesistente). Solo seguendo la procedura prevista si garantirebbe la massima espressione delle regole democratiche di rappresentatività, perché solo in questo caso si avrebbe la certezza che il nuovo Rettore sia stato scelto da rappresentanti degli studenti titolari di facoltà di rappresentanza piene (e non da rappresentanti che verrebbero meno pochi mesi dopo l’elezione del Rettore) . Tali affermazioni, del resto, lo specifichiamo, sono dettate dall’esclusivo scopo di valorizzare adeguatamente il ruolo della componente studentesca nel suo complesso e dall’intenzione di garantire che la costituzione dei nuovi organi di ateneo avvenga nel rispetto delle norme e delle prerogative di tutte le soggettività accademiche.

In caso contrario si determinerebbe un’aberrazione normativa che, a parere dell’O.S. scrivente, potrebbe tradursi in una lesione indiretta dei diritti di cui sono titolari le altre componenti della comunità accademica, in primis quella costituita dal personale tecnico-amministrativo.

Chiediamo, pertanto, agli Organi competenti di assumere le opportune valutazioni in tal senso, annullando l’ordinanza di convocazione delle elezioni e rinnovando la procedura elettiva in un momento successivo alla costituzione dei Dipartimenti e all’elezione dei nuovi rappresentanti degli studenti. Preannunciamo sin d’ora che questa O.S. valuterà la possibilità di ricorrere in sede giurisdizionale avverso tutti i provvedimenti amministrativi che si ritenessero lesivi degli interessi di cui è portatrice.

 

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