LA REALTÁ È SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI NOI… NO AL GOVERNO DRAGHI!

Sabato 4 dicembre "NO DRAGHI DAY": 23 piazze italiane contro le politiche antipopolari del governo

Roma -


Di fronte al crescente carovita, che vede ad esempio l’aumento dei costi delle utenze energetiche e del prezzo dei carburanti, la situazione che si prospetta per i lavoratori della Pubblica Amministrazione è di sostanziale stallo, se non addirittura di pericoloso arretramento.

Infatti, se da un lato le retribuzioni del personale universitario sono le più basse rispetto agli altri comparti del Pubblico Impiego, dall’altro lato siamo preoccupati perché ancora non è stata avviata nessuna trattativa per il rinnovo del CCNL UNIVERSITÁ.

Inoltre, anche quanto emerge dalla trattativa in corso per il rinnovo del contratto delle Funzioni centrali non ci rassicura, perché la proposta dell’ARAN, bocciata da USB, è quella di uno smantellamento della retribuzione tabellare e dell’introduzione di un differenziale stipendiale.

E poiché il CCNL Funzioni centrali rappresenta tradizionalmente il primo contratto collettivo che viene firmato per la PA, perché fa poi da riferimento per gli altri comparti, non ci rassicura per le ricadute a cascata anche sul rinnovo del CCNL UNIVERSITÁ.

Oltre alle questioni contrattuali, il disappunto verso le politiche del Governo Draghi riguarda anche la delicata situazione stagionale che stiamo attraversando e la gestione delle misure di prevenzione anti-Covid in relazione ai luoghi di lavoro ed in particolare al dietrofront sullo smartworking del Ministro Brunetta, alla sua scelta scellerata di un rientro in presenza di massa a partire da inizio novembre con il progressivo azzeramento del lavoro da remoto emergenziale ed al contemporaneo fallimento dell’applicazione del green pass come strumento di prevenzione dei contagi sui luoghi di lavoro.

Infine, anche il Decreto sulla concorrenza annuncia un’ingerenza sempre maggiore dei privati nella Pubblica Amministrazione e nella predazione delle risorse pubbliche ed i piani assunzionali sembrano fare rima con nuovo precariato. Per non parlare della valutazione della performance individuale tanto cara al Ministro Brunetta, in nome della quale si aumenterà la competitività interna fra i lavoratori pubblici per cercare di accaparrarsi quei quattro soldi in più che sposteranno sottraendoli a tutti gli altri.

In tale contesto di confusione, di inerzie, di inefficienze e di prospettive sconfortanti per i lavoratori delle Università e del Pubblico Impiego in generale, vi invitiamo ad aderire al NO DRAGHI DAY per gridare forte il nostro NO nei confronti di questo Governo e ribadire le richieste di condizioni di lavoro dignitose e sicure, oltre che di una retribuzione giusta e di prospettive lavorative più gratificanti di quelle che ci stanno offrendo ed un trattamento previdenziale adeguato per i colleghi che vanno in pensione.

Per questi e per tanti altri motivi, tutto il personale universitario è invitato ad unirsi alla giornata di protesta nazionale che si svolgerà in 23 piazze italiane

Sabato 4 dicembre il “No Draghi Day” del sindacalismo di base e conflittuale: 23 piazze italiane contro le politiche antipopolari del governo

Sabato 4 dicembre il sindacalismo di base e conflittuale torna nelle piazze italiane per il “No Draghi Day”, giornata di protesta nazionale contro un governo che fin dalla nascita ha avuto una sola linea politica: l’aumento delle disuguaglianze, con l’attacco ai lavoratori e ai settori sociali più deboli del Paese e la difesa a spada tratta delle grandi imprese e delle rendite finanziarie.

Una linea confermata dalla Legge di Bilancio che, così come il PNRR, concentra le risorse sulle grandi imprese ignorando l’urgenza di una redistribuzione del reddito che riduca le disuguaglianze. Nulla contro il caro vita, i salari restano bloccati, confermato l’attacco al reddito di cittadinanza e ai pensionati al minimo. Non bastasse, restano nel dimenticatoio la sanità, la scuola e il trasporto pubblico, e anzi si riaffaccia il progetto di autonomia differenziata destinato ad aggravare e approfondire il divario territoriale e sociale. Sullo sfondo, uno sblocco dei licenziamenti ormai operativo e il disinteresse totale verso il dramma della questione abitativa e degli sfratti.

La piattaforma di lotta dello sciopero generale dell’11 ottobre, promosso da tutto il sindacalismo conflittuale e di base, ha individuato con precisione i temi sui quali proseguire la mobilitazione il 4 dicembre:

  • No ai licenziamenti e alle privatizzazioni
  • Lotta per il salario e il reddito garantito
  • Cancellazione della Legge Fornero
  • Contrasto al carovita e ai diktat dell’Unione Europea
  • Rinnovi contrattuali e lotta alla precarietà per la piena occupazione
  • Forti investimenti per scuola, sanità, trasporti, previdenza pubblica e casa, contro le spese militari e le missioni all’estero, a favore di una necessaria spesa sociale
  • Per un fisco equo che aggredisca le rendite e riduca le disuguaglianze sociali.

Per costruire un vasto movimento popolare che contrasti con la mobilitazione e la lotta questo disegno autoritario, questi gli appuntamenti principali di sabato 4 dicembre organizzati dall’Unione Sindacale di Base insieme ad Adl Cobas, Clap, Cobas Confederazione, Cobas Sardegna, Cub, Fuori Mercato, Orsa, Sgb, Sial Cobas, Unicobas, Usi-Cit:

  • Torino piazza Solferino h.14.30
  • Genova piazza Caricamento h.15.30
  • Milano palazzo della Regione h.16
  • Padova piazzale della Stazione h.14.30
  • Trieste largo Barriera h.10
  • Bologna piazza dell’Unità h.10
  • Firenze piazza della Stazione h.15
  • Pisa piazza XX Settembre h.15
  • Ancona piazza Pertini h.11
  • Terni piazza del Popolo h.15
  • Roma piazza della Repubblica h. 15
  • Pescara piazza Sacro Cuore h. 16
  • Campobasso Prefettura h.10
  • Napoli piazza del Gesù h. 14.30
  • Bari piazzale INPS h.10
  • Potenza Pisticci Scalo h. 16
  • Matera Prefettura h.10.30
  • Cosenza piazza Kennedy h. 17
  • Reggio Calabria piazza Camagna h.17
  • Palermo piazza Politeama h.17
  • Catania piazza Cavour h.16.30
  • Messina Prefettura h.10.30
  • Cagliari via Roma h.16
  • Sassari piazza Castello h.17

Unione Sindacale di Base