Il 30 ottobre 2026 è SCIOPERO GENERALE
Contro l’economia di guerra e il carovita, per il rialzo di salari e pensioni.
Il 18 e 19 maggio i rappresentanti di diversi sindacati dei lavoratori portuali si sono riuniti a Istanbul per il 3° Incontro Internazionale, ospiti del sindacato turco Liman-İş. Tra i partecipanti figuravano l’USB dall’Italia, la CGT Ports and Docks dalla Francia, l’Enedep dalla Grecia, il LAB dai Paesi Baschi e l’ODT dal Marocco. Una rete che rappresenta i lavoratori di oltre 40 porti del Mediterraneo e dell'Europa.
A seguito di questo incontro le organizzazioni partecipanti hanno deciso di promuovere una Giornata internazionale di mobilitazione e sciopero per il 30 ottobre 2026: i portuali non lavorano per la guerra.
È una iniziativa contro le politiche di guerra che deve essere sostenuta da tutti i lavoratori e da tutte le lavoratrici.
Non c’è oramai paese europeo che non sia interessato da tagli alla spesa pubblica e aumento della spesa da destinare agli armamenti. Le turbolenze sociali che stanno attraversando diversi paesi europei, a partire da Francia e Spagna, sono la testimonianza di una condizione sociale generale e diffusa che sta diventando insopportabile.
Quanto più aumenta la produttività sociale del lavoro, tanto più il lavoro s’impoverisce.
Quanto più il lavoro è fonte della ricchezza sociale, tanto più questa ricchezza si concentra in poche mani.
L’unico soggetto cui il lavoro non rende è il lavoratore.
Per queste ragioni i Coordinamenti congiunti lavoro privato e lavoro pubblico di USB hanno deciso di allargare la mobilitazione proclamando lo sciopero generale per l’intera giornata del 30 ottobre esteso a tutte le categorie del lavoro pubblico e privato.
Ogni mese lavorare costa di più e il salario vale sempre di meno. Aumentano i costi della spesa, le bollette, gli affitti e i carburanti. Gli stipendi non vengono aumentati adeguandoli al costo della vita.
Mentre milioni di lavoratori e pensionati fanno sempre più fatica ad arrivare a fine mese, nonostante sulle loro spalle pesi gran parte del gettito fiscale IRPEF, miliardi di euro vengono destinati al riarmo e alle spese militari.
Il 30 ottobre diserta il lavoro, mobilitati, non accettare di pagare il conto:
SCIOPERA!
USB PI - Università