STATALE DI MILANO: IL FASCINO INDISCRETO DEL PRIVATO

Milano -

 

PROGETTO INCUBATORE DI BIOSCIENZE E FONDAZIONE: L’UNIVERSITA’ FA UN PASSO INDIETRO ?

Nel 2004 il Senato Accademico aveva riconosciuto e indicato come necessaria la realizzazione di un Polo Tecnologico dedicato alle Bioscienze e Biomedicina. Da ciò era scaturito l’anno dopo la stipula di un contratto di locazione in viale Ortles e nel 2006 un progetto esecutivo per la ristrutturazione dell’edificio. Fin qui la cronistoria dell’approntamento del luogo in cui dar vita a quel Polo.

Ma la storia non finisce qui: viene incaricato l’Unimitt di coordinare la realizzazione di uno studio di fattibilità economico-finanziaria e di governance dell’incubatore, finanziato dalla Fondazione Cariplo e con la collaborazione della società Lombarda & Associati.

Negli ultimi mesi del 2007 vi è una improvvisa accelerazione del progetto da parte dei vertici del nostro Ateneo finalizzata a dar vita ad una Fondazione di partecipazione (limitata a pochi soci tra cui Unimi) che dovrebbe concentrare l’eccellenza in alcune aree (Medicina, Farmacologia, Scienze e Tecnologie Fisiche) e gestire l’incubatore in tutti i suoi aspetti.

A ben guardare si tratterrebbe di un capovolgimento di strategia rispetto all’idea iniziale (Il Polo Tecnologico). Infatti mentre il Polo veniva presentato come un concentramento di eccellenze e una “valorizzazione” all’interno dell’Ateneo, con la Fondazione queste eccellenze vengano concentrate, esportate (saremmo tentati di dire: svendute) e valorizzate all’esterno, col concreto rischio che l’incubatore diventi un corpo estraneo all’Ateneo.

Resta da chiarire anche come sia possibile che a due anni dal varo dell’UNIMITT  una parte così importante delle attività di eccellenza sul terreno delle bioscienze e della biomedicina – attività molto appetite sul territorio milanese -  venga ceduta all’esterno, a un ente privato.

Una domanda ci sorge spontanea: a chi gli oneri e gli onori?

Resta del tutto aperto, perché non chiarito, il problema del personale docente e tecnico-amministrativo dell’Università che vi potrà affluire: come verrà scelto, con quali garanzie?

Crediamo che la discussione di questo progetto meriti un’attenzione maggiore di quella che finora gli è stata riservata  oltre, ovviamente, al coinvolgimento di quanti potrevvero esservi  direttamente interessati.

 

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