STATALE MILANO: PROVE TECNICHE DI DDL GELMINI

Milano -

RIORGANIZZAZIONE DEI DIPARTIMENTI: UNA RISTRUTTURAZIONE ALLE  SPALLE DEI LAVORATORI T-A. MA I LAVORATORI NON CI STANNO !

Nelle scorse settimane le rappresentanze sindacali hanno discusso con le colleghe e i colleghi  di alcune facoltà il progetto di “Riorganizzazione della didattica e della ricerca” (riorganizzazione dei Dipartimenti) varato dal S.A. nella seduta del 17 febbraio scorso.

In sostanza si tratta di  un progetto di drastica riduzione del numero degli attuali Dipartimenti (da  70 a 20 ? 30 ?) che entro maggio dovrebbero essere vagliati. Nella delibera è chiara la finalità:  economie di spesa  e "razionalizzazione" delle "risorse umane" ma nulla è detto rispetto alle ricadute sull'organizzazione del lavoro e i lavoratori coinvolti e nulla è previsto da verificare con le rappresentanze sindacali dei lavoratori.

La pretesa continuità tra questa riorganizzazione dei Dipartimenti e la dipartimentalizzazione  del lontano DPR 382/80, vantata dall'Amministrazione, si smentisce da sola: nel 1980 la dipartimentalizzazione fu un'operazione di potenziamento e riqualificazione della ricerca e il governo vi investì in fondi e personale: oggi invece (e lo dice chiaro la delibera del Senato) questa dipartimentalizzazione è finalizzata a un drastico ridimensionamentodella spesa  nella scia del DDL Gelmini che lo prevede e lo impone anche arrivando alla chiusura di sedi, corsi, facoltà ecc.  ...con tutte le conseguenze immaginabili su ricerca, didattica e... personale  !

Dunque c'è più di una ragione per reclamare informazione e coinvolgimento del personale !

Alle lavoratrici e ai lavoratori la differenza non è sfuggita. Come non è sfuggita l'impressione di un'operazione da una parte tutta politica dettata dal ruolo del nostro Rettore (presidente della CRUI e principale interlocutore del governo sulla "riforma" universitaria in discussione in Parlamento, invisa alla comunità universitaria) dall'altra parte di un'operazione improntata a una mancanza di  considerazione dei lavoratori t-a, della loro dignità,  dei loro diritti e del loro ruolo nell'ateneo.

Ancora il 5 maggio la Direzione ha "rinviato" l'apertura del confronto sindacale come anche l'indicazione ai direttori di coinvolgere il personale, a dopo, a cose fatte, a quando le decisioni saranno già state prese  !

I lavoratori non ci stanno a far da vittime designate e lo hanno dimostrato !

La reattività dei lavoratori è motivo di incoraggiamento a rinnovare la rivendicazione di confronto sindacale sulla dipartimentalizzazione, a sostenere la richiesta di partecipazione dei lavoratori coinvolti, a ribadire che la crisi dei bilanci non la devono pagare i lavoratori !

E anche  a reclamare il diritto dei lavoratori a essere rappresentati negli organi accademici centrali, come abbiamo fatto, perchè decisioni sul personale come queste non vengano mai più prese in assenza dei rappresentanti del personale !

La reattività dei lavoratori è motivo di incoraggiamento anche per sostenere l'iniziativa unitaria dei sindacati e associazioni universitarie contro una "riforma" universitaria (DDL Gelmini) che devasta l'Università Pubblica e i diritti dei lavoratori.

Iniziativa che sindacati e associazioni hanno dato indicazione di portare avanti con assemblee e occupazioni simboliche dei Rettorati il giorno 18 maggio e con una manifestazione nazionale sotto il parlamento il 19 maggio.

RdB ci sarà per denunciare non solo la devastazione dell'Università Pubblica che il DDL Gelmini programma e che i Rettori anticipano ma anche il silenzio che copre  l'attacco sempre più pesante alla dignità, al ruolo e ai diritti dei lavoratori tecnico-amministrativi attraverso il "combinato disposto" DDL Gelmini/Decreto Brunetta e le "riorganizzaizoni" volute dai Rettori.

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