TOR VERGATA: SI DISCUTE SEMPRE LA STESSA QUESTIONE ... PER NON PARLARE DI NULLA

Roma -

Dopo le elezioni di novembre, mercoledì 23 gennaio si è tenuta la prima seduta di contrattazione per le RSU-RdB.  All’ordine del giorno era la discussione sull’indennità di professionalità, il cui incremento di 30/40 euro mensili, che già percepiamo dal 2006, l’amministrazione intende ricontrattare ogni anno, costringendoci così a parlare sempre della medesima questione.
Come già successo nel 2007, dopo aver comunicato l’insufficienza dei fondi a disposizione (su cui, però, non vi è stata possibilità di riscontro), generosamente la delegazione amministrativa ha chiesto a quella sindacale di sottoscrivere l’accordo per il 2008.

Impegnare la discussione su un argomento che ormai dovrebbe essere considerato come dato assodato e superato è indubbiamente un diversivo che viene attuato per distogliere l’attenzione da tante altre questioni che riguardano i lavoratori e che in tal modo non vengono mai affrontate, visto che ormai la contrattazione decentrata si risolve, nell’ipotesi migliore, in due incontri l’anno.
La conseguenza è evidente: annullando il ruolo sindacale si favorisce una sorta di contrattazione ad personam, con risultati non scontati per gli interessati, che delegittima il sindacato, toglie forza alle stesse richieste, e dà all’amministrazione mano  libera su tutto quello su cui unilateralmente ritiene di poter procedere, a danno degli interessi generali  dei lavoratori.  
Sembra almeno che su questa riflessione si cominci a trovare un accordo, e quindi azioni comuni, anche con gli altri sindacati.

Comunque, come RSU abbiamo risposto rilanciando sul consolidamento degli importi della professionalità per procedere in avanti sulla “questione salariale”- mai così attuale - richiedendo l’aumento delle altre indennità (articolazioni orarie, turnazioni, sportello) ferme al lontano 1997.

Il prof. Vallebona, delegato del Rettore, non potendo dare – a suo dire - risposte immediate, ha rinviato la seduta ad un successivo incontro, previsto per il 12 febbraio.
Coerentemente con l’impegno preso con i lavoratori per un’informazione sindacale trasparente, dobbiamo aggiungere che la risposta dell’amministrazione conteneva, a nostro avviso, una sorta di intimidazione con risvolti ricattatori: se non si accettano le condizioni e non si firma, l’incremento non verrà messo in busta paga.

Vista la situazione abbastanza complessa, le OO.SS. e le RSU hanno deciso unitariamente di convocare un’assemblea dei lavoratori per discutere e decidere con loro come procedere per il successivo incontro con l’amministrazione.
Giova ricordare che partecipare all’assemblea da maggiore peso alle richieste sindacali e  all’amministrazione il senso della determinazione dei dipendenti a strappare qualcosa di più in termini economici.