UNIVERSITÀ PUBBLICA: ORA SERVONO RISORSE VERE!

Salario, assunzioni e carriere non possono restare bloccati: i nostri emendamenti alla legge di conversione del Decreto PA in discussione alla Camera dei Deputati.

Roma -

Il personale tecnico, amministrativo e bibliotecario (TAB) garantisce ogni giorno il funzionamento della didattica, della ricerca e dei servizi negli Atenei.
Eppure, continuiamo a pagare il prezzo di vincoli finanziari e norme obsolete sul turnover che comprimono i salari accessori, bloccano le assunzioni e azzerano le opportunità professionali.

Abbiamo assistito al totale fallimento del “compartone” Istruzione e Ricerca. La trattativa all'ARAN sul CCNL continua a penalizzare i lavoratori con accordi economici inadeguati e le dinamiche concertative non producono  risultati reali.   

È il momento di pretendere risposte concrete. Non si può valorizzare il personale a costo zero.          

Per raggiungere gli obiettivi prefissati e dare risposte immediate al personale, abbiamo presentato una serie di emendamenti che proponiamo di integrare alla legge PA:

1.  Creazione del Comparto Università - Ricerca - AFAM: una riforma fondamentale per restituire il giusto rilievo e importanza al Settore Università. Questa iniziativa consentirà di affrontare in modo adeguato le reali problematiche del personale tecnico-amministrativo-bibliotecario, attraverso tutele mirate.

2.  Abolizione del tetto 2016 al Fondo di Ateneo: chiediamo il superamento definitivo del limite imposto dall’art. 23, comma 2, del d.lgs. 75/2017. Le Università devono poter impegnare tutte le risorse proprie disponibili per incrementare i fondi accessori, senza restare assurdamente vincolate ai tetti storici del 2016.

3.  Abolizione dei Punti Organico per progressioni (PEV) e assunzioni: chiediamo l'eliminazione dei vincoli della Legge 133/2008 (ex Decreto Tremonti). Gli Atenei devono avere la facoltà di finanziare le progressioni verticali e il totale ricambio del personale con le proprie risorse di bilancio, senza dover sottostare al blocco dei Punti Organico ministeriali.

4.  Proroga delle Progressioni PEV in deroga al titolo di studio: chiediamo di estendere le tempistiche delle procedure per le progressioni verticali, consentendo la deroga al titolo di studio di accesso per riconoscere formalmente le competenze, le responsabilità e l’esperienza già ampiamente maturate sul campo dal personale interno.

5. Risorse stabili per la valorizzazione nell’Indennità di Ateneo: le risorse per la valorizzazione del personale tecnico-amministrativo universitario stanziate dalla Finanziaria 2022 devono confluire tutte direttamente e stabilmente nell’Indennità di Ateneo. Questo meccanismo eviterà differenti e frammentate applicazioni tra i diversi Atenei italiani, garantendo un salario certo e riconoscibile.

6. Ricostituzione dei Fondi Decentrati: Il paradosso del nuovo ordinamento professionale è che gli aumenti hanno ridotto la parte stabile dei fondi per la contrattazione decentrata. Proponiamo, dal 2026, un’integrazione strutturale pari alle somme riassorbite dal 1° maggio 2024, finanziata con risorse proprie delle Università.

Pretendiamo decisioni immediate: restituire risorse alla contrattazione e aprire reali prospettive di carriera è l'unico modo per garantire una Università Pubblica di qualità. Investire sul personale significa difendere il futuro del nostro sistema universitario.      
 

In allegato le proposte di USB PI  AFAM-Università-Ricerca

 

IL 17 SETTEMBRE DALLE ORE 11:00

PRESIDIO PRESSO IL PARLAMENTO

 PER SOSTENERE LE NOSTRE PROPOSTE!

USB PI - Università