USB UNIVERSITA' VERSO LO SCIOPERO GENERALE DEL 18 MAGGIO 2026

Il nuovo attacco internazionale, il perpetuarsi del genocidio in Palestina, la situazione umanitaria a Gaza che si sta aggravando sempre più, invece di vedere una soluzione nonostante i falsi proclami di pace, ci impongono di non rimanere indifferenti e di richiamare le persone alla mobilitazione.

Roma -

USB raccoglie l’appello alla “mobilitazione permanente” lanciato dalla Global Sumud Flotilla e proclama lo sciopero generale per il 18 maggio.

L’assalto subito dalla Global Sumud Flotilla nella nuova missione, ancora una volta in piena violazione del diritto internazionale, è un attacco ai valori umanitari, ai diritti di libertà e resistenza dei popoli oppressi, ai valori della pace.       
E nessuno si può porre al di sopra delle regole e delle leggi soprattutto se vogliamo definirci “democratici”.

Le guerre, il riarmo e la devastazione sociale che stanno attraversando il mondo non sono eventi lontani: stanno già producendo effetti profondi sulle condizioni di vita e di lavoro anche nel nostro Paese.

L’escalation militare alimentata dalle politiche aggressive di USA e Israele, l’allargamento dei fronti di guerra in Medio Oriente, le continue minacce contro Paesi sovrani come Cuba e il sostanziale allineamento dell’Unione Europea alle logiche di guerra stanno trascinando il mondo verso una crisi sempre più drammatica.

Di fronte a tutto questo, i governi europei e quello italiano scelgono la strada del riarmo, aumentando la spesa militare e sottraendo risorse ai diritti sociali, al welfare, alla sanità, alla scuola, all’università e alla ricerca pubblica.

USB Università aderisce e sostiene lo sciopero generale del 18 maggio 2026.   
Riteniamo inaccettabile che miliardi di euro vengano destinati alle spese militari mentre il sistema universitario pubblico continua a essere impoverito.

Le conseguenze della situazione geopolitica globale stanno già colpendo duramente il mondo dell’università:

  • l’aumento del costo della vita e dell’inflazione erode salari e stipendi del personale universitario, già insufficienti dopo anni di pessimi rinnovi contrattuali;
  • il definanziamento dell’università pubblica si aggrava mentre crescono le risorse destinate al riarmo;
  • aumentano precarietà, sfruttamento e ricattabilità per ricercatori, assegnisti, dottorandi e personale tecnico-amministrativo;
  • gli studenti subiscono l’aumento dei costi di affitti, trasporti ed energia, con un diritto allo studio sempre più limitato;
  • si rafforzano processi di subordinazione della ricerca pubblica agli interessi militari e industriali, mettendo a rischio  l’autonomia della conoscenza e della cooperazione scientifica internazionale.

Per USB Università la conoscenza, la ricerca e la formazione devono essere strumenti di emancipazione e cooperazione tra i popoli, non strumenti funzionali all’economia di guerra.

Per questo il 18 maggio scioperiamo:

* contro la guerra e il riarmo;

* per salari e pensioni adeguati al costo della vita;

* per il rifinanziamento dell’università pubblica, della ricerca e del diritto allo studio;

* contro ogni collaborazione istituzionale, economica e scientifica con lo Stato di Israele;

* per la difesa di un’università libera, pubblica, accessibile e indipendente dagli interessi bellici.

Invitiamo tutte le lavoratrici e i lavoratori dell’università, le studentesse e gli studenti a partecipare allo sciopero generale del 18 maggio 2026 e alle iniziative di mobilitazione nei territori.

 

NO ALLA GUERRA

NO AL RIARMO

SÌ AI DIRITTI, AI SALARI, ALL’UNIVERSITÀ PUBBLICA

 

USB PI - Università

 

Comunicato USB Nazionale Confederale   ⇒ NEMMENO UN CHIODO PER GUERRE E GENOCIDIO