USB UNIVERSITA': PIATTAFORMA CONTRATTUALE CCNL 2025-2027

RIPRENDIAMOCI SALARIO E DIRITTI!

PIÙ STIPENDIO • PIÙ ASSUNZIONI • PIÙ DIRITTI • PIÙ UNIVERSITÀ PUBBLICA

 

 

 

 

Roma -

AL VIA I SALDI D’ESTATE:
SOTTOSCRITTO IL RINNOVO CCNL UNIVERSITA’ 2025-2027

Per USB, il rinnovo contrattuale rappresenta un’occasione fondamentale per aprire un serio confronto sull’emergenza salariale, sulle tutele contrattuali e sulla precarietà, con l’obiettivo di riportare i salari a un livello dignitoso, per migliorare la condizione del personale negli Atenei.

Purtroppo, si è trasformata ancora una volta in un’occasione persa.

Il ruolo storico della contrattazione collettiva è in crisi, soprattutto per quanto riguarda il nodo della adeguatezza dei salari, ma anche per la sua capacità di affrontare le crisi occupazionali, i diritti e, più in generale, le trasformazioni del lavoro.

Siamo sempre più convinti che sia urgente riformare il  modello contrattuale e il sistema delle relazioni sindacali, partendo dalla rivisitazione del Comparto che, nella sua forma attuale, non riesce a rispondere adeguatamente alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Università.            
Abbiamo già condiviso le nostre opinioni su questo rinnovo contrattuale in molteplici occasioni. Perciò, vediamo nella firma dell'accordo un'opportunità favorevole per promuovere la piattaforma contrattuale di USB Università. Mettiamo in rilievo i contenuti di questa piattaforma e il principio della "libertà sindacale", garantito dall'articolo 39 della Costituzione, che deve essere sempre più riconosciuto e apprezzato.

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La piattaforma per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) 2025-2027 nasce dalla volontà di restituire dignità, potere d'acquisto e prospettive di crescita al Personale TAB che ogni giorno garantisce il funzionamento degli Atenei. 
IL FUTURO DELL'UNIVERSITÀ DIPENDE DA CHI LA FA VIVERE OGNI GIORNO 
LEGGI, DISCUTI E SOSTIENI LA PIATTAFORMA USB   

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L'Università Italiana al Bivio
   Riforme neoliberali, crisi e necessità di un'inversione di rotta

Negli ultimi 15 anni, l'Università italiana è stata profondamente trasformata dal susseguirsi di riforme aziendalistiche allineate alle politiche neoliberali di contrazione dei costi e di drastica riduzione della spesa pubblica.  

Queste trasformazioni hanno significativamente indebolito il sistema universitario privandolo del suo ruolo pubblico di generatore di benessere sociale e riducendo l'Istruzione superiore a un processo finalizzato alla produzione di conoscenze rispondenti alle mutevoli esigenze dei mercati.  Tra le conseguenze più critiche si evidenzia la crescente subordinazione della ricerca agli interessi del complesso industriale-militare, a discapito delle reali necessità della società.

A complicare ulteriormente la situazione, il finanziamento pubblico dell'università (FFO) è stato ristrutturato secondo criteri premiali e competitivi, con processi valutativi macchinosi che hanno rafforzato la logica di mercato. Questo modello ha acuito il divario territoriale, privilegiando i poli d'eccellenza e aggravando le disparità tra atenei.

Nel contesto più ampio della crisi del neoliberismo, caratterizzata da shock economici, tensioni geopolitiche e guerre, le politiche di austerità si sono intensificate.

Tagli ai costi, riduzione delle spese sociali e crescente militarizzazione hanno colpito duramente università e ricerca.   Le conseguenze includono blocco degli stipendi, carichi di lavoro insostenibili, precarietà diffusa per ricercatori e personale, tecnologizzazione esasperante.     
A questo si aggiunge un progressivo deterioramento del diritto allo studio, che riduce l'accessibilità all'istruzione superiore per larghe fasce della popolazione.   .

La marginalizzazione dei sindacati, svuotati di potere decisionale da modelli contrattuali centralizzati e restrittivi, relegati oramai al ruolo di comprimari, peggiora ulteriormente il quadro, indebolendo la tutela del Personale TAB.

Come USB, riteniamo urgente riformare il sistema contrattuale e le relazioni sindacali.

È fondamentale ripensare il comparto Scuola, Università, Ricerca e Afam per superare vincoli salariali imposti dalle varie normative e ripristinare l'autonomia negoziale come fondamentale leva delle politiche per il personale dei diversi settori coinvolti. Solo un contratto equo potrà garantire i diritti dei lavoratori e migliorare i servizi pubblici.
È tempo di pretendere un reale cambiamento: maggiori investimenti, tutele e rispetto per chi si impegna ogni giorno a far funzionare le strutture pubbliche.

Dobbiamo recuperare lo spirito originario del lavoro nella Pubblica Amministrazione e negli Atenei, quel pilastro che una volta proteggeva sia i diritti dei lavoratori sia i diritti dei cittadini di accedere a servizi adeguati ed equi. 
continua la lettura nel documento allegato

USB PI - Università